Inter, fra luci ed ombre

Inter, fra luci ed ombre

(fonte foto: twitter ufficiale Twitter)
(fonte foto: twitter ufficiale Inter)

Un punto in due partite. Di certo non era questo il futuro che il gruppo Suning immaginava per la sua Inter. Rispetto allo scorso giugno è cambiato moltissimo, a cominciare dal mister: Frank De Boer ha rilevato Mancini. La missione non è delle più semplici. Contro il Palermo De Boer è partito male, ma è stato bravo a correggere il tiro. La sua idea era quella di schierare un’Inter veloce, dinamica, forte sugli esterni. Benissimo, in tal caso Medel non è proprio la mezzala adatta, soprattutto se hai Brozovic in panchina. La scelta del cileno, volta a tutelare Banega in posizione di regista, ha portato ad un appiattimento della manovra, nonostante la prestazione tutta cuore e polmoni sia stata ampiamente sufficiente. Il risultato è stato quello di chiudere Icardi in gabbia e gettare la chiave. L’attaccante argentino ha toccato uno o due palloni nella prima frazione, e con uno ha liberato al tiro la mezzala destra. Medel, coordinazione perfetta, tiro fra le braccia di Posavec, ça va sans dire.

Punto secondo, se vuoi basare una squadra sugli esterni e sulla tecnica in velocità tenere fuori Candreva è ai limiti del nichilismo. L’esterno romano è l’ingranaggio perfetto per quel tipo di modulo. In grado di ripiegare, con un piede sensibile sui cross ed una conclusione violenta. Nelle prime due giornate gli sono stati scippati due calci di punizione, da Eder e Banega. Calciati alle stelle: prima o poi toccherà anche a lui.

Le luci del mercato

L’aspetto maggiormente positivo dell’Inter è che De Boer avrà molto materiale su cui lavorare. Con l’arrivo di Joao Mario e Gabigol si aggiunge altra materia di prima scelta. Toccherà all’olandese cucire il giusto vestito attorno ad una squadra che, fino a mercoledì, sarà un cantiere in movimento. Segnali positivi dal match contro il Palermo ne sono arrivati, pochi ma ben definiti. Quando si è acceso Banega l’Inter ha iniziato a macinare chilometri e gioco. L’obiettivo sarà quello di metterlo in condizione di tenere l’interruttore su on il più possibile. Joao Mario sarà il passe-per-tout della situazione: gli avversari dovranno preoccuparsi anche di lui, lasciando maggior respiro al regista. In un centrocampo con due randellatori le attenzioni ed il pressing erano tutti sull’argentino. Il portoghese avrà l’onore e l’onere di far da collante fra Banega ed Icardi in una squadra che contro il Palermo è apparsa a compartimenti stagni.

Disastro terzini

Sono anni che la lacuna dell’Inter sono i terzini. Ed il problema continua a non essere risolto. Nella giornata di ieri Santon aveva la nuvola di fantozziana memoria sopra la testa: rilancio sui piedi di Rispoli, tiro da fuori, deviazione, gol. Il primo in Serie A. Handanovic più che sconsolato. Sfortuna a parte, con il Palermo che ha segnato un gol con un tiro per giunta deviato, resta la preoccupante sterilità dei nerazzurri. Nel primo tempo la squadra di De Boer è apparsa incapace di applicare in campo le richieste del mister. La speranza è che il mercato riesca a risolvere questo problema: basta essere consapevoli che serve un cambio di atteggiamento, e non solo di calciatori.

Troppe palle perse a centrocampo (quattordici totali fra Banega e Kondogbia), unite al fatto che Medel sia stato il giocatore che ha avuto il maggior numero di occasioni da gol, sono i sintomi che qualcosa non funziona. Il fatto che Icardi abbia effettuato un tiro in porta in 90 minuti lo rende un re Mida che andrebbe servito di più. Se vediamo le posizioni medie possiamo notare come nel primo tempo si sia creato un ingorgo a centrocampo, con Perisic ed Eder troppo accentrati: l’ingresso di Candreva ha dato maggior ampiezza alla manovra. Agosto viene archiviato con la Juventus a +5 dopo due giornate. C’è una china da risalire per De Boer ed i suoi ragazzi.