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Paco Alcacer - FOTO: account Twitter ufficiale FC Barcelona
Munir e l'hashtag di benvenuto - FOTO: account ufficiale Twitter Valencia CF
Munir e l’hashtag di benvenuto – FOTO: account ufficiale Twitter Valencia CF

Paco Alcacer e Munir El Haddadi hanno cambiato squadra nella stessa giornata. E le prospettive per entrambi non sono così diverse, nonostante le tempistiche.

Barcellona e Valencia hanno chiuso proprio pochi minuti una doppia operazione di mercato destinata a sconvolgere qualcosa a livello reale più nel futuro che nel presente, almeno in teoria: i blaugrana si sono aggiudicati l’attaccante Paco Alcacer, già nel mirino della Nazionale spagnola, mentre Munir giocherà al Mestalla per questa stagione. Due giocatori offensivi, con caratteristiche diverse ma entrambi dal futuro radioso. Un’operazione che, teoricamente, non ha scontentato nessuno e che potrebbe rappresentare un punto di svolta decisivo soprattutto nelle storie dei calciatori coinvolti.

Nel regno dei grandi

Le cifre ufficiali non sono state rese note ma, secondo indiscrezioni di Mundo Deportivo, Paco Alcacer è stato pagato 30 milioni più 2 di bonus dal campioni di Spagna in carica. Smaltita la delusione per la mancata convocazione ad Euro 2016, la punta di Torrent arriva nella squadra più forte al mondo per cercare un’impresa impossibile: scalzare un membro della MSN per un posto da titolare. Un progetto che attualmente pare proibitivo ma che non lo sarà per molto, poiché Alcacer possiede due doti assolutamente fondamentale per qualsiasi attaccante che si rispetti: il talento e il fiuto del gol, evidenziati ottimamente al Valencia come in Nazionale. Il lavoro del Barcellona in tal senso sembra evidente: il classe 1993 è destinato a diventare l’erede di Luis Suarez. Il calciatore argentino compirà 30 anni l’anno prossimo e si avvia verso la fase calante della carriera. Ergo, acquistare un giocatore dotato di clamorosa freddezza sotto porta e di una capacità innata nello giocare con moduli che prevedono una sola punta di ruolo come Alcacer è una mossa non solo indovinata ma addirittura lungimirante. Più di quelle citata in precedenza, però, la dote che servirà maggiormente al ragazzo almeno per il prossimo anno e mezzo sarà sicuramente la pazienza: l’ex Getafe dovrà aspettare il momento giusto per trovare la consacrazione, imponendosi come punta di altissimo profilo anche in un top team.

Il gioco si fa duro

La cessione di Munir non fa altro che confermare una tesi che avevamo già avanzato con un approfondimento qualche settimana: il Barcellona, almeno in parte, non sembra più credere nella Masia. Munir esula parzialmente, poiché le giovanili si sono svolte anche in altri contesti, ma il discorso di base vede sempre i blaugrana cercare giocatori completi da altre squadre come nuova tendenza. Dopo 42 presenze e 9 reti in due anni con la maglia del Barcellona Munir avrà la splendida occasione di potersi finalmente imporre da titolare in un club che, sulla carta, dovrebbe credere fortemente nelle sue palesi qualità. Rispetto alla situazione di Alcacer, quella di Munir riguarda un’orbita maggiormente attuale: nonostante la tenera età, sin da subito il ragazzo dovrà dimostrare di valere l’operazione fatta, anche e soprattutto per far si che il prestito possa trasformarsi in un trasferimento che dia più certezze in futuro. In sostanza, Munir è in pratica “obbligato” ad emergere fin da subito, per non andare incontro a problemi di personalità e poco spazio che hanno inciso su molti altri talenti nel mondo del pallone. Problemi che, come molti sanno, possono addirittura rovinare una carriera. Valencia rappresenterà la scelta giusta? Solo il tempo e gli eventuali gol potranno dirlo.