Milan, ma che mercato è? Pochi soldi e zero idee

Milan, ma che mercato è? Pochi soldi e zero idee

Sosa
Jose Sosa al Milan (Foto: Sito ufficiale AC Milan)

Solamente 30 i milioni investiti sul mercato dal Milan: nel 2007 avvenne lo stesso ma con un squadrone, oggi invece le cose sono ben diverse.

La stagione del Milan è cominciata con un precampionato contraddistinto modo da risultati altalenanti, seguito allo stesso modo da un andamento già da saliscendi in campionato, anche se sul piano del gioco pare che l’apporto operato da Vincenzo Montella si stia dimostrando positivo rispetto alla precedente gestione targata Sinisa Mihajlovic. Il tutto nonostante l’organico della squadra sia ancora in buona parte lo stesso che aveva a disposizione il serbo, ma le parole rilasciate negli scorsi giorni da Carlos Bacca sono indicative in questo senso.

CAMPAGNA ACQUISTI?

Nel Milan però alcune cose non vanno, e lo dicono i numeri anche fuori dal campo: il mercato non è stato all’altezza negli ultimi anni ed anche questo ha contribuito alla flessione che continua a caratterizzare l’andamento sportivo del club, pure quest’anno fuori da qualsiasi competizione europea. La stessa campagna acquisti di adesso non è stata certo esaltante visti i nomi di Gustavo Gomez, Josè Ernesto Sosa, Leonel Vangioni, Gianluca Lapadula e Mario Pasalic. In pratica solamente il primo è stato utilizzato, proprio nella trasferta di Napoli e comunque alla bisogna, visto l’infortunio di Zapata, mentre tutti gli altri sono da verificare.

MAI COSI’ “POVERI”

In sede di campagna trasferimenti e di rafforzamento dell’organico tutto ciò per il Milan suona come una aggravante: il club ha dovuto pensare anche ad altre faccende, come ad esempio al passaggio societario ai cinesi, i quali hanno promesso investimenti importanti per il futuro. Ma adesso di soldi continuano ad essercene pochi, se è vero che sono stati investiti solamente 30 milioni di euro, cosa che era capitata solo nel 2007 , nel 2009 e nel 2014, in periodi della storia del Milan molto diversi tra loro. Nove anni fa la squadra era molto forte, competeva sia per lo scudetto che in Europa e poteva annoverare in squadra gente come Kakà, Pirlo, Nesta, Seedorf, Gattuso e non solo, per cui ci fu soltanto qualche aggiustamento con gli innesti di Emerson e Pato. Stessa cosa pure nel 2009 quando per 30 mln vennero acquistati Huntelaar ed i giovani Abate e Di Gennaro.

I BEI TEMPI ANDATI

Ben diverse le cose due anni fa, con la campagna acquisti estiva ed invernale del 2014/2015 durante la quale approdarono al Milan Diego Lopez, Menez, van Ginkel, Fernando Torres, Rami e Vergara, e ci furono diverse altre operazioni di secondo piano, mentre dalla sessione di calciomercato invernale avvennero gli acquisti di Destro, Cerci, Suso, Paletta, Bocchetti ed Antonelli. Riscontri positivi alla fine si sono avuti soltanto da Bonaventura, Antonelli (parzialmente) ed in tempi recentissimi da Suso, una “mosca bianca” nella politica di mercato rossonera che quasi mai ha puntato su elementi di età così giovane dalla fine del periodo d’oro che coincide con l’ultimo scudetto conquistato nel 2010/2011, quando l’età media tra l’altro non era certo bassa.

SERVE PROGETTUALITA’

Ma da tempo si invoca sia per il Milan che per gli altri club italiani una inversione di tendenza che possa basarsi su un rilancio dei settori giovanili. Non ce ne vogliano dirigenza e tifosi milanisti, ma la situazione a livello sportivo è talmente deludente da permettersi di rischiare qualcosa in più sotto questo aspetto, proponendo nuovi De Sciglio e Donnarumma, anziché spendere tempo e risorse per stranieri che quasi niente stanno dando da almeno cinque anni a questa parta. Ci sarebbe un ulteriore problema di fondo alle spalle, quello della progettualità che non è più di casa al Milan da tempo. E fino a quando i cinesi non apriranno i cordoni della borsa le cose non cambieranno.