Nazionale, Ventura è l’uomo giusto ma metta da parte i pregiudizi

Nazionale, Ventura è l’uomo giusto ma metta da parte i pregiudizi

ventura

NAZIONALE – Alla vigilia del suo esordio sulla panchina della Nazionale, Giampiero Ventura fissa i punti cardine del nuovo corso, chiudendo la porta ai tanti esterni.

Premessa d’obbligo: Giampiero Ventura è oggi il tecnico giusto per la Nazionale italiana, assolutamente in grado di proseguire il lavoro svolto durante il biennio di Antonio Conte. Coverciano ha accolto ieri il nuovo padrone di casa che, visibilmente emozionato, ha illustrato i punti cardine del suo progetto che promette di coniugare al meglio l’esperienza del blocco storico (Buffon, Barzagli, Bonucci, Chiellini, De Rossi) con la freschezza dei tanti giovani in rampa di lancio, rivelatisi una volta di più, nelle prime due giornate di campionato. Ciò che non convince tuttavia, è la preclusione tattica verso alcuni dei migliori talenti che il nostro movimento ha espresso in questi ultimi anni, le cui caratteristiche non collimano con il modulo scelto dal neo ct per affrontare i primi impegni ufficiali.

Ripartiamo dal 3-5-2, anche se penalizza i tanti giovani esterni che in questo momento il nostro calcio sta sfornando. Io comunque sono sempre stato uno sponsor dei giovani: l’obiettivo è dare loro la possibilità di emergere e mostrare le proprie qualità, evitando di bruciarli

Cercasi selezionatore

“Fidarsi è bene, non fidarsi è meglio”, avrà pensato Ventura in queste settimane a proposito di quale schema tattico adottare per l’inizio della sua esperienza sulla panchina azzurra. Il 3-5-2, modulo reso celebre da Walter Mazzarri, guarda caso proprio lo stesso lasciato in eredità da Antonio Conte, è stato il cavallo di battaglia del tecnico genovese negli anni al Torino; convinzione, scelta o necessità del tutto condivisibile trattandosi di una squadra di club, chiamata a impegni ravvicinati e dunque a mandare a memoria certi automatismi, fondamentali nell’arco di una stagione lunga e dispendiosa. “Una cosa è certa: mi sento un allenatore, ho fatto solo questo. Il selezionare ha un approccio leggermente diverso. Oggi avevo le lacrime agli occhi per tornare sul campo di calcio, mai stato così lontano, non vedevo l’ora”, parole quanto mai sincere che raccontano di un approccio quotidiano al lavoro sul campo, generando un equivoco alla lunga controproducente sulla strada della crescita della nostra Nazionale. Così come nel caso di Conte, abituato a sentire l’odore dell’erba piuttosto che girare in lungo e in largo lo stivale in cerca di soluzioni, anche Ventura, al netto di un curriculum di tutto rispetto e grande capacità di lavorare con i giovani, non sembra rappresentare il classico selezionatore, tecnico super partes, quasi avulso dal mondo reale, più motivatore che semplice allenatore, uno alla Del Bosque (il ct più vincente della storia del calcio) per intenderci.

Per il discorso del modulo non c’è alternativa, perché non c’è tempo. E’ abbastanza evidente che con il 3-5-2 giocatori come El Shaarawy e Berardi centrino poco. Ci sono però tanti esterni e sarebbe un peccato mortale non tenerli in considerazione

(fonte foto: account twitter Europa League)
Domenico Berardi, attaccante del Sassuolo. (fonte foto: account twitter Europa League)

Largo ai giovani

Se il Faraone piange, Berardi non ride, e non solo per l’infortunio subito durante la gara con il Pescara che lo terrà fuori per 2-3 settimane. Maturo, dopo un’estate turbolenta nella quale ha rifiutato la corte della Juventus per sposare in pieno la causa del Sassuolo, e sempre più decisivo con i suoi gol (7 in sei presenze stagionali), sembrava destinato a rappresentare il simbolo del nuovo corso azzurro. Curioso che, ancora prima di cominciare, il talento più luminoso del calcio italiano sia costretto a restare fuori dal progetto tecnico, nonostante l’evidente crescita dal punto di vista tattico e una propensione al sacrificio in fase di ripiegamento mai vista prima d’ora. Come accaduto in passato per gente del calibro di Antognoni, Mancini, Zola, Signori, Baggio, Chiesa, anche Berardi rischia di pagare colpe non sue, coinvolto in una sorta di ordine tattico prestabilito che ne imbriglia classe e fantasia, costringendolo così a guardare i compagni in televisione. Convocato sì, ma soltanto per ripetizioni di tattica (“Vorrei fare dei raduni con quelli che non fanno il 3-5-2”, ha detto il ct) degne di una scuola serale, piuttosto che della principale università calcistica della penisola. Eppure l’idea di Ventura è quella di creare una Nazionale che sappia divertire e divertirsi, prescindendo da moduli e schemi tattici aggiungiamo noi: per quelli del resto, esiste già il campionato.