#calciomercatoday, storia di contratti lanciati e sogni infranti

#calciomercatoday, storia di contratti lanciati e sogni infranti

Pastorello, agente di Milito, lancia il contratto ad un minuto dal termine
Pastorello lancia il contratto ad un minuto dal termine del calciomercato

Il calciomercato sta per finire. Croce e delizia dei tifosi italiani che in estate sognano i migliori per la loro squadra da sotto l’ombrellone. Su Twitter spopola l’hashtag #calciomercatoday, gli occhi di tutti gli appassionati di calcio sono incollati ai motori di ricerca. Il giorno della deadline, del termine del calciomercato, ha spesso regalato sorprese. Alcune volte in positivo, altre in negativo. Storie d’amore note sul gong e sogni infranti. Perché l’ultimo giorno di mercato non è mai banale, sempre pregnante di significati, palesi o nascosti.

Il lancio del contratto

La deadline più famosa della storia recente è quella del 1 settembre 2008. Il Genoa stava lavorando per il ritorno del bomber Diego Milito, 10 milioni di euro dal Saragozza. Il Principe di Bernal aveva già militato nel Grifone, risultandone il capocannoniere in Serie B nel 2005. Sono le 18.59, un minuto alla chiusura: le porte sono già sbarrate, i funzionari dietro il pannello a lavorare. Federico Pastorello, agente del calciatore, mette a segno una tripla: salto e lancio del contratto. Depositato. Col senno di poi i tifosi dell’Inter possono ricordare quel momento, quel salto, come il primo mattoncino del triplete. Chissà se con Milito al Saragozza la storia della stagione 2010 sarebbe finita allo stesso modo.

Allo stesso modo nella scorsa stagione è fallita la trattativa per Soriano al Napoli. Deadline del calciomercato alle ore 23, alle 21.16 i contratti sono pronti e firmati. L’annuncio è pronto, tutte le testate giornalistiche lanciano la notizia. Le squadre si accorgono di un errore formale nella stesura dei contratti: non c’è il tempo materiale per la riscrittura, che termina dopo le 23. Il giocatore è dunque rimasto alla Sampdoria, che ha poi lasciato in questa sessione di mercato per approdare al Villarreal.

Storie di campioni

Estate 2002, nell’ultimo giorno di calciomercato si fonda un pilastro dei successi in Europa del Milan. I rossoneri annunciano Alessandro Nesta, difensore centrale, in arrivo dalla Lazio. 31 milioni di euro, al tempo una cifra fuori da ogni logica per un difensore. Oggi quei soldi non vi bastano per comprare Mustafi. Una mossa salvavita per la Lazio, che sfuggì all’ombra del fallimento grazie alla cessione di uno dei talenti più fulgidi mai passati per la capitale.

Il giorno del condor

Non è stato sempre rose e fiori il giorno della deadline di calciomercato per i tifosi del Milan. Nel 2002 arrivò Nesta, ma la storia più recente è sicuramente meno brillante. Nel 2006, a pochi mesi dall’addio di Shevchenko, la maglia numero 7 dei rossoneri viene affidata nell’ultima giornata di mercato a Ricardo Oliveira. 18 milioni ed il cartellino di Vogel al Betis Siviglia. Un affare quantomeno rivedibile, uno dei più grandi abbagli nella carriera di uno dei più grandi AD italiani. L’apice è stato raggiunto tuttavia del 2012. Ultimo giorno di mercato. Galliani: “Con questo acquisto il Milan ha tutto per competere per lo scudetto”. Presentato Nigel de Jong nella sessione in cui sono stati ceduti Ibrahimovic e Thiago Silva. Epilogo leggermente differente da quello pronosticato.

Recoba al Toro

Urbano Cairo, tornato in Serie A, decide di fare le cose in grande stile. Con un lacrima Moratta lascia andare in granata il suo pupillo di sempre, Alvaro Recoba. Sua discontinuità non ha mai inciso con la maglia del Toro: 22 presenze ed appena 1 gol. Cairo, scottato dall’affare, da quel giorno ha deciso che avrebbe acquistato solamente calciatori “funzionali al progetto”. Una gestione che ha avuto i suoi frutti, permettendo quest’anno di assicurarsi le prestazioni di uno dei migliori portieri al mondo.