Palermo, solita storia: Ballardini lascerà e per il sostituto al diavolo la progettualità

Palermo, solita storia: Ballardini lascerà e per il sostituto al diavolo la progettualità

(fonte twitter: atalanta.it)
(fonte twitter: atalanta.it)

Con l’ennesimo uragano in casa Palermo il campionato dei rosanero rischia già di essere compromesso.

Molto probabilmente assisteremo ad un nuovo cambio di allenatore sulla panchina del club siciliano, l’ennesimo nella lunga storia di Maurizio Zamparini da quando è alla presidenza di un club di calcio.

PAROLE PESANTI

Lo stesso patron della società di viale del Fante ha confermato di aver ricevuto un sms inviatogli da Davide Ballardini in persona nel quale il tecnico romagnolo gli avrebbe riferito di non voler più ricoprire il ruolo di tecnico della prima squadra. Davvero pesanti le parole usate da Zamparini in un intervento a Radio Action ha affermato: “Ballardini mi ha mandato un sms dicendomi che non ha più intenzione di allenare il Palermo. Ci stiamo muovendo, per fortuna domenica non si gioca. Abbiamo 14 giocatori fuori, visto che la nostra è una squadra di m…a abbiamo tutti questi nazionali. Se sarà possibile ricucire il rapporto? No, assolutamente, né da parte sua né da parte mia. Prima voleva un portiere esperto, poi un attaccante…noi abbiamo provato ad accontentarlo per quanto possibile, ma non c’è stato alcuno scontro con me o col ds Faggiano. Probabilmente vuole solo avvicinarsi a casa. Ha fatto cose strane anche l’ano scorso, ricorderete il litigio con Sorrentino. Intanto il Palermo trattava Balotelli ed avevo anche il si di Cassano, poi tutto è andato a monte e l’unica alternativa ad un certo punto era Bergessio, che però ha 32 anni e mi pareva un suicidio prenderlo. Perciò ho detto che ci tenevamo i nostri attaccanti. Io apprezzo Ballardini, fu lui a notare tra i primi Dybala. Sul sostituto non mi esprimo”.

DUE I CANDIDATI

A prendere il posto di Ballardini molto probabilmente sarà uno tra Roberto De Zerbi, fresco di rescissione con il Foggia, ed Edy Reja, corregionale di Zamparini e che al Palermo è stato da giocatore dal 1968 al 1973 e poi ha cominciato una lunga carriera da mister in giro per l’Italia, compiendo non poche imprese sportive tra salvezze e promozioni. Al Palermo servirebbe proprio un allenatore come il goriziano, capace di barcamenarsi nelle difficoltà con l’esperienza, perché è lecito pensare che questa vicenda avrà delle ripercussioni anche sulla squadra, la cui partenza in campionato non è stata malvagia se si considera che la sconfitta della prima di campionato contro il Sassuolo è giunta solo su calcio di rigore mentre sette giorni dopo i siciliani hanno strappato un 1-1 a San Siro contro l’Inter passando anche in vantaggio.

IL VECCHIO E IL GIOVANE

L’alternativa De Zerbi sarebbe invece una soluzione diametralmente opposta: l’ex fantasista del Catania ha intrapreso una buona carriera come tecnico una volta appesi gli scarpini al chiodo, ed ambisce certamente ad occupare una panchina nelle categorie superiori. La chiamata del Palermo però comporterebbe dei rischi, ben noti, dovuti alle frequenti burrasche che scuotono l’ambiente rosanero. Zamparini ha affermato che la soluzione di un mister giovane lo stuzzica, De Zerbi poi ha in più il fatto di aver compiuto la cosiddetta “gavetta”, fattore che altri suoi colleghi più privilegiati hanno evitato, ma probabilmente per gestire una condizione come quella dei siciliani adesso risulterebbe più utile la sapienza di Reja, anche se la squadra sembrava costruita per il 4-3-3, modulo offensivo che caratterizza più il giovane De Zerbi anziché l’esperto Reja (che tra l’altro è stato allenatore dell’ex primavera del Milan al Napoli). Poi qualunque sia la soluzione, resterebbe sempre la solita spada di Damocle che il Palermo si porta sul capo da anni, cioè lo stesso Zamparini. Quante volte il patron ha promesso di non interferire con la guida tecnica? E quante volte lo ha fatto ricorrendo all’esonero? Ad ogni modo la scelta tra “il vecchio” ed “il giovane” lascia intuire che le idee non siano chiarissime perché la scelta dell’uno o dell’altro indirizzerebbe il Palermo verso strade fra loro agli antipodi, e c’è da scommetterci, di condizioni per costruire un progetto che duri nel tempo non ce ne saranno.