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Diego Lopez, Milan - Fonte account twitter ufficiale
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Diego Lopez, Milan – Fonte account twitter ufficiale

Diego Lopez ha lasciato il Milan ma la sua eredità resterà per sempre, anche se di riflesso  e per una causa insospettabile, nel nostro campionato.

Diego Lopez era arrivato a Milano come il salvatore della patria per la difesa milanista. Prospettiva forse troppo esuberante riguardo certi aspetti ma al tempo stesso vicina alla realtà, data l’incredibile forza di un portiere che in carriera è stato capace anche di panchinare un mostro sacro come Casillas al Real Madrid. Un addio, quello dello spagnolo, condito da orgoglio e malinconia: “Per me non sarà facile dimenticare questi due anni trascorsi a Milano. Due anni nei quali io e la mia famiglia abbiamo vissuto momenti indimenticabili, come la nascita della nostra splendida Bianca. Due anni nei quali abbiamo avuto la fortuna di conoscere persone eccezionali che, fin dal primo giorno, ci hanno fatto sentire a casa. Non potrò mai dimenticare l’affetto dei tifosi, il coro a San Siro e il loro incredibile sostengo, soprattutto nei momenti più difficili. Grazie di cuore, sarò sempre uno di voi”, ha scritto in occasione dei saluti prima di accasarsi all’Espanyol. Un “fallimento” personale che però, inconsapevolmente, ha dato linfa vitale a qualcosa di più grande. E l’Italia non può che ringraziare.

Girare la ruota del destino

Nel primo anno rossonero Diego Lopez è uno dei migliori nell’abbattimento generale: è spesso lui a salvare la faccia nelle occasioni più difficili, con parate al limite della normalità e il supporto di tutti i tifosi, per cui è ormai diventato un nuovo idolo. Con l’arrivo di Mihajlovic le cose cambiano: il serbo inizia a lamentarsi della poca precisione con i piedi del portiere e di altre questioni riguardanti l’impostazione dell’azione dalla retroguardia. Veritiere o meno tali accuse, l’ex Real viene messo in discussione e poi, complice  anche un infortunio caduto a fagiolo, accantonato. Ed è qui che avviene lo switch definitivo: contro il Sassuolo esordisce Gianluigi Donnarumma, il portiere del futuro che improvvisamente si ritrova catapultato nel presente. Un esordio che cambierà la storia della porta del Milan e dell’Italia per i prossimi anni. Perché si, questa volta evidentemente ci siamo: è arrivato il nuovo Buffon. Lo stesso Donnarumma darà grande credito proprio a Lopez per la sua crescita, avvenuta velocemente e in maniera impeccabile.

Giorni di un futuro passato

E così, da top player a rincalzo ingombrante il passo è stato breve: il coraggio di Mihajlovic e la bravura di Gigio fanno il resto. Contro la Francia, a meno di 18 anni, Donnarumma diventa il più giovane esordiente di sempre nella storia della nostra Nazionale. E sarà proprio lui a riuscire nell’impresa in cui, a quanto pare, i vari Sirigu, Marchetti, Perin e Padelli stavano fallendo. Il ragazzino prodigio ha messo tutti d’accordo: il futuro è lui, ed è adesso. E la grande tradizione dei portieri italiani è destinata a continuare.
E se non fosse invece accaduto tutto questo, con Diego Lopez che resta al suo posto e continua a difendere la porta del Milan?
Oltre al rischio di non esplosione del talentino, avremmo probabilmente assistito alla solita, atavica mancanza di potere decisionale e di rischio nel lanciare un giovane nella mischia. Un’impostazione tendenzialmente normale nel calcio estero ma non qui, dove ai giovani viene impedito di sbattere la testa per migliorare con la scusa di aver paura di bruciarli. Magari la maggior parte degli allenatori non farà come Mihajlovic l’anno scorso, ma forse un tecnico più indeciso troverà la forza di puntare sulla gioventù fin troppo sottovalutata del nostro pallone.
Ma tutto ciò non è accaduto, fortunatamente o meno. I portierini tricolore possono tirare un sospiro di sollievo (e pararlo).
Ironie a parte è anche per questo che, in maniera casuale ma decisiva, Diego Lopez ha salvato il futuro dei nostri portieri. Un sacrificio sportivo per cui, alla fine, c’è persino un lieto fine. Chissà che l’ex Villarreal non possa mancare ai suoi ex tifosi anche per questo motivo, apparentemente futile ma clamorosamente quanto inaspettatamente importante.