Raiola insulta Klopp, ma così non aiuta Balotelli

Raiola insulta Klopp, ma così non aiuta Balotelli

Mario Balotelli ha lasciato il Liverpool - Nizza
Mario Balotelli

L’agente di Balotelli critica duramente Klopp e alza l’asticella per il suo assistito. Ma è sicuro di fare il bene di Super Mario?

Klopp scorretto

Durante l’estate si è molto parlato del trattamento riservato da Jurgen Klopp a Mario Balotelli. Rientrato dal prestito al Milan e dichiarato sulla lista dei partenti dal Liverpool, Balotelli si è ritrovato ad allenarsi con la squadra riserve. Un trattamento che secondo Raiola fa di Klopp una persona scorretta: “Che Klopp sia stato scorretto è dir poco: è stato un pezzo di m…”. A detta del potente procuratore, Balotelli avrebbe meritato una chance: “Non lo giudico come allenatore, anche se per me non è un grande tecnico, ma mi sembra non si sia reso conto che stavamo parlando di una persona. Mario è stato esemplare, non si è mai lamentato, allenandosi da solo.”

Eppure la decisione di Klopp è stata comprensibile. Alla luce di quanto fatto vedere da Balotelli in campo, è del tutto normale che abbia deciso di farlo allenare a parte. La scelta di Klopp va inquadrata in un contesto di squadra in ricostruzione. Perchè coinvolgere nelle dinamiche di squadra un calciatore che non rientra nei piani del club? La situazione in cui Balotelli si è ritrovato è frutto di un rendimento sul campo al di sotto delle aspettative. E di una reputazione che lui stesso si è costruito negli anni.

Sia Balotelli che Raiola continuano a battere sul tasto dei progressi di Mario fuori dal campo. Questo almeno è quanto si evince dalle dichiarazioni durante la conferenza stampa di presentazione a Nizza. Il ritratto che ne viene fuori è quello di un Balotelli “in fuga” dall’Italia. Vessato da stampa e televisione che lo dipingono come qualcuno che non è, o perlomeno che non è più. Entrambi faticano a realizzare che di Balotelli ha sempre fatto discutere più l’atteggiamento in campo che fuori. L’indolenza mostrata sul terreno di gioco per anni è la causa di ogni suo problema.

Il peso delle aspettative

Nonostante tutto, Mino Raiola è stato ancora una volta abile a tirare la corda del paracadute all’ultimo istante. Seppure in una realtà di minor caratura internazionale rispetto agli standard di Balotelli, Raiola è comunque riuscito a trovargli spazio in uno dei progetti più interessanti d’Europa. Balotelli è una scommessa e Raiola punta forte: “È normale sia considerato così, perché negli ultimi due anni non ha mantenuto le attese. Da questo punto di vista è una scommessa, ma di quelle che farei tutta la vita. Se ti va bene, vinci il campionato. Se va così così, arrivi tra i primi cinque. Se ti va male, amen”.

Nonostante venga da due stagioni di assoluto anonimato, il procuratore sta riuscendo nell’impresa di garantirgli lo status di star. Non solo del Nizza, ma dell’intera Ligue 1: Chi ha i diritti tv della Ligue 1 dovrebbe dare un bonus al Nizza. Senza Ibra, questo campionato ha perso almeno il 50 per cento del valore mediatico. Con Mario ne recupera almeno il 30, perché è una star di talento, sperando che quest’anno gli giri finalmente bene”. Dichiarazioni in contrasto con la situazione di un calciatore che deve ritrovarsi. Un calciatore che in cuor suo sceglierebbe molto più volentieri un profilo basso.

Raiola fa il proprio mestiere e, giustamente, anche i propri interessi. Ma forse per fare il bene di Super Mario dovrebbe incominciare a considerarlo come Mario Balotelli e non alla stregua di Ibrahimovic e Pogba. Balotelli non è Ibra, non lo è mai stato e non lo sarà mai. Dichiarare “Se sta bene come ora, 20 goal li fa sicuro”, aumenta la pressione su un ragazzo che non ne ha bisogno. Non è questo il modo migliore per approdare su quella che rischia di essere l’ultima spiaggia di Mario Balotelli.