SHARE
Patrice Evra, Juventus - Fonte account Twitter ufficiale Juventus
Patrice Evra, Juventus - Fonte account Twitter ufficiale Juventus
Patrice Evra, Juventus - Fonte account Twitter ufficiale Juventus
Patrice Evra, Juventus – Fonte account Twitter ufficiale Juventus

Le accuse di Koscielny aprono ad una spaccatura definitiva tra Evra e la nazionale. Solo l’ultima polemica in ordine di tempo per il terzino francese

Patrice Evra è senza alcun dubbio uno dei giocatori più esperti e autorevoli del panorama europeo. Forgiato ad inizio carriera nella provincia italiana, tra Monza e Marsala, è al Manchester United che il francese ha scritto le pagine più importanti della sua carriera. Dopo aver vinto tutto in Inghilterra, all’età di 33 anni, nel 2014 Patrice è tornato a mettersi in discussioni proprio nel Paese dov’era cresciuto. I due anni alla Juventus sono stati altrettanto vincenti, con due scudetti e la Champions League sfiorata nel 2015. Nonostante una riconosciuta etica del lavoro, e indubbie qualità da leader, Evra nel corso della sua carriera è stato più volte al centro di note polemiche.

Le accuse di Koscielny, le porte chiuse della nazionale

Dalla Francia all’Italia, hanno avuto un eco importante le dichiarazioni dal ritiro dei Blues di Laurent Koscielny. Il difensore dell’Arsenal, in merito all’esclusione dai convocati di Evra, ha sentenziato così: “È giusto che la fascia vada a Lloris, lui è leader dentro e fuori dal campo. Io non sono come Evra, che fa il leader solo a parole, motiva tutti con bei discorsi. Non avvertiamo l’assenza di Patrice. Ora che lui è a casa non c’è nessun problema nel gruppo”. Accuse molto pesanti, a cui vanno aggiunte le dichiarazioni del ct Deschamps ad agosto, che di fatto chiudeva le porte della nazionale francese al terzino bianconero.

L’ammutinamento in Sudafrica, la perdita della fascia

In nazionale Evra aveva già un precedente importante, questa volta vissuto in prima persona. Nel corso dei Mondiali in Sudafrica il terzino ex Manchester fu infatti a capo dell’ammutinamento della squadra contro il il ct Domenech. Dopo il litigio con l’allenatore, e l’esclusione di Nicolas Anelka, la squadra capitanata da Evra decise di boicottare gli allenamenti.

Le telecamere del ritiro di Knysna riuscirono a riprendere le immagini della lite furiosa tra Evra, il preparatore atletico Robert Duverne e lo stesso Domenech. Al ritorno in patria, l’ex bandiera francese Lilian Thuram chiese a gran voce l’esclusione a vita del difensore della Juventus. Il tutto si tradusse in una sospensione di diversi mesi, insieme ad altri 6 giocatori. Evra tornò poi in nazionale ma perdendo per sempre i gradi di capitano, che passarono al portiere  Hugo Lloris.

Il faccia a faccia tra Evra e Domenech FOTO@eurosport-fr
Il faccia a faccia tra Evra e Domenech FOTO@eurosport-fr

Gli attacchi di Suarez, la vendetta all’Old Trafford

Il caso più noto legato però alla figura di Evra resta senza dubbio quello che lo vide coinvolto con Luis Suarez. Match di Premier League tra Liverpool-Manchester, ottobre del 2011. Dopo un feroce battibecco tra i due, il francese corse dall’arbitro accusando ripetutamente l’attaccante avversario. A fine partita il difensore svelò alle telecamere che Suarez gli aveva rivolte delle pesante accuse razziste. La professione di innocenza dell’uruguagio spaccò in due l’opinione pubblica, rendendo il caso di portata nazionale.

Alla fine le immagini della prova-tv incastrarono l’attaccante oggi in forza al Barcellona. Otto giornate di squalifica e salatissima multa di 500mila euro di multa. Quando i due si ritrovano faccia a faccia nel ritorno all’Old Trafford, al momento della stretta di mano Suarez evitò quella di Evra. Ma fu dolce la vendetta del francese che, al termine del match, andò ad esultare proprio dalle parti dell’attaccante, che abbandonava mestamente il campo da gioco.

La rivincita di Evra contro Suarez FOTO@bleacherreport
La rivincita di Evra contro Suarez FOTO@bleacherreport