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Fonte: Official Twitter Page of A.C. ChievoVerona
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Rolando Maran ai microfoni de “La Gazzetta dello Sport” ha spiegato i segreti della sua squadra.

Il Chievo Verona non è più una sorpresa. La squadra di Rolando Maran è partita alla grande in questo scorcio di campionato dimostrando ancora una volta il suo vero valore. Dopo sette partite i clivensi si trovano al quinto posto in classifica a quota 13 punti come Roma e Lazio. Un avvio entusiasmante che fortifica il lavoro degli ultimi anni. Un mix di esperienza e gioventù al servizio della squadra: da Inglese a Dainelli passando per Castro e Birsa. Il sogno è il ritorno in Europa, ma non sarà facile.

Proprio Rolando Maran, tecnico del Chievo, ha analizzato l’inizio del campionato ai microfoni de “La Gazzetta dello Sport”.

Lavoro

“Primo, applicazione: una squadra deve avere propri canoni e lavorare su questi. Secondo, intensità: altrimenti non vai da nessuna parte. Terzo, coraggio: qualità che ti fa crescere in rendimento e mentalità. Da queste tre linee-guida discende un po’ tutto. Poi ci sono altri concetti importanti. Per esempio, la solidità: molto spesso è frutto di applicazione e intensità, devi lavorare sulle transizioni riducendo al minimo i tempi in cui sei scoperto. O l’aggressività: il trucco è il buon posizionamento, che ti consente di pressare in ogni zona del campo. O l’equilibrio, che è il calcio stesso: non c’è squadra che faccia risultati senza equilibrio”.

Avvio

“L’idea è fare sempre la propria partita: in casa, in trasferta e a prescindere dagli avversari. Però devi considerare chi hai di fronte, anticipare lo sviluppo della gara e interpretarla. Prendiamo quella con la Lazio: sapevamo che portavano tanti giocatori a centrocampo e chiudevano le linee di passaggio per sfruttare eventuali nostri errori e ripartire, così abbiamo studiato una tattica adeguata”.

Il cambio di Birsa

“E’ cambiata la sua interpretazione del ruolo, partecipa molto di più. E gli chiedo cose diverse, come la ricerca delle seconde palle o l’apertura dello spazio per gli inserimenti della mezzala. Mi ha stupito il modo in cui si è adattato a un ruolo che per lui è nuovo”.

Castro

“Ha qualità, ma lavora tantissimo: un giocatore moderno. A Catania fu preso come attaccante esterno, ma già allora compresi che si addice di più al ruolo di mezzala perché ha tempi negli inserimenti e grandi doti aerobiche”.

Come Sarri

“È bello che allenatori come Sarri abbiano dimostrato tutto il loro valore anche nelle grandi piazze. E questo dà speranze a chi come me arriva dalla gavetta, anche se sono molto felice di allenare il Chievo”.