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Amadou Diawara fonte: Twitter @sscnapoli

Tra gioia e dolore, nonostante la sconfitta Sarri scopre finalmente Diawara

Diciannove anni ed una partita da padrone allo Juventus Stadium. In una delle serate più difficili della stagione partenopea, il Napoli ha trovato una stella. Una luce che ha un nome ed un cognome: Amadou Diawara. Il giovane classe 1997 in soli 218 minuti è riuscito a conquistarsi il posto da titolare. I tempi di inserimento dei nuovi acquisti nelle squadre di Sarri, di solito, sono molto lunghi, ma il giovane guineano ha bruciato le tappe previste dal tecnico toscano. Gli sono bastate tre presenze in campionato ed una in Champions League per convincere lo staff napoletano.

A stupire è la naturalezza e la semplicità con cui guida il centrocampo partenopeo. A dimostrarlo è stata la partita di ieri sera contro la Juventus. Diawara, schierato al centro dei tre di centrocampo, è risultato uno dei migliori dei suoi. La personalità con la quale ha condotto il match non è una caratteristica rintracciabile facilmente anche in giocatori più esperti. L’ex Bologna ha convinto Maurizio Sarri, sempre ostile a modificare radicalmente i suoi dettami tattici.

Al centro del gioco

Nella partita di ieri sera contro la Juventus, l’ex Bologna ha diretto i lavori della costruzione del gioco del suo Napoli. Dal guineano sono passati, infatti, tutti i palloni in fase di impostazione. Un ruolo nel quale si era calato perfettamente anche lo scorso anno con Donadoni. Contro i bianconeri, Diawara ha giocato la bellezza di 94 palloni ed effettuato 82 passaggi. Segno che la costruzione della manovra, il possesso palla e le ripartenze sono state affidate ad uno dei migliori acquisti in prospettiva di questa estate. In sole quattro presenze ha guadagnato la fiducia di Sarri che nel big match ha scelto lui al posto di Jorginho.

Calo Jorginho

L’italo-brasiliano, elemento fondamentale lo scorso anno, è apparso stanco mentalmente nei primi mesi di questa stagione. L’ex Hellas Verona è venuto meno nella lucidità, limitandosi al compitino e incappando in qualche errore di troppo. Anche per questo motivo Sarri si è visto quasi costretto a gettare nella mischia il giovane Diawara. I buoni movimenti, l’ottimo senso di posizione, le qualità tecniche ed il carattere del ragazzo hanno stupito. Due tocchi e senso della posizione. Questi sono i trucchi del giovane guineano, abile a smistare i palloni che passano dalla zona centrale del campo. Il futuro per Diawara, però, potrebbe essere ancora più roseo. Rischiare potrebbe essere la chiave. Se l’ex Bologna osasse e riuscisse ad innescare gli inserimenti ed i movimenti dei suoi compagni avanzati, diventerebbe sicuramente uno dei registi più forti e più ambiti d’Europa. Per ora la sua manovra si limita a passaggi semplici e sicuri. Una costruzione elementare ma veloce. Un inizio che lascia comunque intravedere molti segnali positivi. Un film già visto lo scorso anno quando dal nulla si impose nel centrocampo del Bologna, migliorando partita dopo partita e trovando quella fiducia necessaria per osare la giocata illuminante.