Juventus-Napoli, nei singoli la chiave del match

Claudio Cafarelli
30/10/2016

Juventus-Napoli, nei singoli la chiave del match

Quanto conta il singolo nell’economia del gioco? Quanto può decidere un errore tecnico o l’ingresso di un giocatore? Quanto incidono le scelte dell’allenatore? Juventus-Napoli è stata anche e soprattutto questo, anche perché certe volte non basta giocare alla pari.

COME UN ANNO FA…ALLAN

Perfetto per 70 minuti. Aggressivo al punto giusto, deciso nei contrasti, presente nelle sovrapposizioni. Il centrocampista brasiliano, anche quest’anno, è stato l’uomo in più della squadra di Maurizio Sarri. Il suo lavoro assicura equilibrio e dinamismo alla squadra, ma fino ad un certo punto. Con il passare dei minuti e il dispendio di energie, la lucidità viene meno e così come l’anno scorso Allan diventa improvvisamente protagonista in negativo. L’anno scorso fu Zaza a sorprendere il centrocampista, quest’anno invece è toccato ad Higuain. Minuto 71 Ghoulam salva in area, il pallone vagante sarebbe preda di Allan ma il brasiliano resta fermo sulle gambe ed il Pipita trova il varco per il gol.

DIAWARA, BEATA GIOVENTU’

Personalità, grande senso della posizione e sfrontatezza. Amadou Diawara si conferma anche allo Juventus Stadium mettendo in mostra tutte le sue qualità. Concentrazione massima, giocate semplice ma efficaci. Il centrocampista ha guadagnato la fiducia di Maurizio Sarri e inizia a carburare anche in maglia azzurra. Tanti i palloni giocati, è mancato solo un pizzico di coraggio nelle verticalizzazioni ma il tempo è dalla sua parte…

UN LISCIO ALL’IMPROVVISO

Ghoulam è protagonista inatteso su entrambi i gol bianconeri. Prima liscia clamorosamente il pallone al limite dell’area e confeziona un assist perfetto per Bonucci. Venti minuti dopo interviene a dovere su Mandzukic ma la sfortuna lo assiste. Allan è sulle gambe, Higuain si avventa sul pallone vagante e realizza. Prestazione sfortunata, ma anche incolore. Il terzino scende pochissimo, costretto alla difensiva da Cuadrado e nelle poche occasioni mostra poca freschezza.

FISCHI E NIENTE DI PIU’

Ci prova, si impegna e combatte ma Hernanes è in palese difficoltà. Il centrocampista ex Lazio continua a non convincere come fulcro centrale della squadra. Anche ieri tanti palloni persi e troppi errori tecnici. Di certo i fischi perentori dello Stadium non lo aiutano, ma l’ingresso di Marchisio è stata una vera e propria liberazione sia per i tifosi che per la squadra.

UNA SENTENZA ATTESA

Proprio lui. Era quasi scritto. Quattro partite senza gol e il sigillo nella sfida contro la sua ex squadra. Juventus-Napoli è nato nel segno di Higuain e si è chiuso grazie alla prodezza dell’attaccante argentino. L’abbraccio affettuoso a Sarri, la voglia di vincere e la mancata esultanza, il film del match ha lui come protagonista e non poteva essere altrimenti.

IL RITORNO DEL PRINCIPE

Il suo ingresso tranquillizza tutta la squadra. Claudio Marchisio ritorna a guidare il centrocampo allo Juventus Stadium e porta il sereno. Il centrocampista entra nel momento giusto e il suo ingresso appare decisivo. È il 68′ e la sensazione, come rivelato anche da Buffon, è che il Napoli possa fare bottino pieno. Allegri così pesca la carta Marchisio e dopo tre minuti arriva il vantaggio. Da lì in avanti gli azzurri non incidono a centrocampo, hanno difficoltà nella manovra e Marchisio sale in cattedra con esperienza e praticità.

CONCRETEZZA

Semplicità, utilizzo efficace delle risorse e pragmatismo. Allegri vince così la sfida contro Sarri. Inserisce Cuadrado dopo l’infortunio di Chiellini, dà fiducia ad Alex Sandro e punta su Marchisio solo dopo 68 minuti. Mosse concrete che cambiano il volto della squadra e permettono di conquistare i tre punti. Niente di trascendentale, segno che il mister è in totale controllo della situazione.

CON IL SENNO DI POI…

Meglio dell’anno scorso ma con lo stesso risultato. Questa volta il Napoli di Sarri mostra coraggio e carattere. Va sotto immeritatamente e trova subito il pari, sembra poter assestare il colpo del ko ma Higuain spazza via ogni velleità. Eppure il tecnico toscano aveva preparato al meglio la gara. Le scelte di Diawara e Chiriches si sono rivelate positive, ma le sostituzioni hanno lasciato il segno….in negativo. Dopo 60 minuti incolori, Insigne serve l’assist per Callejon e inizia a carburare. Troppo poco per Sarri che lo vede affaticato e decide di sostituirlo. Entra Giaccherini e la musica non è più la stessa. Difficile comprendere la scelta El Kaddouri e la mancata sostituzione di Allan, in debito di ossigeno dopo un’ottima prestazione. Ed è proprio il mancato cambio del centrocampista brasiliano il vero errore del tecnico azzurro…e così dopo un anno ecco the same old story.