Stile british e fattore Diego Costa. Come il Chelsea ha espugnato il St Mary’s Stadium

Stile british e fattore Diego Costa. Come il Chelsea ha espugnato il St Mary’s Stadium

Il Chelsea espugna il St.Mary’s Stadium, con il punteggio di due reti a zero. Una battaglia in pieno stile british, vinta da un Chelsea operaio, con un Diego Costa sempre più trascinatore.

Conte alza la testa

Il risultato del match, andato in scena al St.Mary, non lascia spazio alle recriminazioni. Un freddo e netto 2-0 che non scagiona, almeno sulla carta, gli uomini di Puel. La partita  si presentava come una vera e propria insidia per i blues, confermandosi un durissimo test match per Conte. Claude Puel ha mandato in campo un Southampton strutturato e granitico. I Saints si sono presentati  in campo con un classico 4-3-1-2 in fase di non possesso. Modulo invece che in fase offensiva si trasformava in un 4-3-3 tentando, la superiorità numerica sulle fasce laterali. Nonostante però un Southampton ben messo in campo, in  modalità tutta garra e cattiveria , il Chelsea ha colpito di fioretto. Contropiede e attenzione sulle preventive in ripiego. La rete pronti via del folletto belga Hazard e il capolavoro di Diego Costa hanno messo in ginocchio i Saints. Gli uomini di Puel  però non hanno smesso di combattere sfoggiando una verve agonistica degna dei gladiatori romani più valorosi. Il Chelsea, battendo per ben due volte la seconda miglior difesa del campionato, inanella la quarta vittoria consecutiva in Premier . Il 3-4-3, antidoto magico per Sir. Conte, consegna il 4/o posto solitario in classifica ai Blues.

Questione di numeri…e non solo

I freddi numeri da soli non bastano a spiegare il calcio, ma di sicuro aiutano parecchio. Salgono a 4 le vittorie consecutive di Mr. Conte in Premier League. Quattro vittorie condite da 11 goal all’attivo e ben 0 invece, i goal subiti. Quello che sembrava il vero grattacapo per i Blues, e cioè la fase difensiva, nella partita di oggi è sembrato essere un punto di forza enorme. Solo tre sono le palle goal che il Chelsea ha regalato soprattutto ad uno scatenato Austin, ma che sono state neutralizzate da Diego Costa e compagni.

Il 3-4-3 o il 3-4-2-1, in fase di non possesso, garantisce anche spazio a Kantè  in impostazione e in proiezione offensiva. Lo stesso sistema copre la difesa sulle diagonali, con l’intervento degli esterni. Il terzetto d’attacco gira che è una meraviglia, con un Diego Costa in versione  “uomo-elastico”,   Hazard ed  un ritrovato Pedro si inseriscono negli spazi diventando armi pericolose . Oltre ai dettagli tecnici però quello che risalta di più, anche ad un occhio disattento, è la concentrazione, l’intensità e la cattiveria che esprime la squadra londinese. Il manager si sta plasmando in funzione Premier, trasporta e si fa trasportare dall’intensità dei catini Britannici trasmettendo sicurezza e voglia di fare all’intero team.

Dalla Spagna con furore: fattore Diego Costa

E’ lui l’MVP del St. Mary, è lui l’uomo della provvidenza per il Chelsea di Antonio Conte. Numeri da capogiro per l’attaccante: 8 goal e 2 assist per il brasiliano naturalizzato spagnolo. Una media invidiabile di quasi 1 goal a partita. Il 3-4-3 che l’allenatore leccese propone sembra essere il vestito fatto su misura per l’attaccante. Alta sartoria quindi per un Diego Costa che sembra essere rinato dopo l’esperienza negativa dello scorso anno. Un puntero che viene dentro, smista e conclude in grande stile. Il goal, che ha tagliato le gambe ai Saints, è pura poesia : un destro a giro dai 20 metri, che non lascia scampo al portiere. Fattore Diego Costa quindi, non solo per via dei numeri, ma soprattutto per personalità e spirito di sacrificio. Un Chelsea operaio con un leader brutto, sporco e cattivo, mix di ingredienti perfetti per il pubblico di sua maestà.