Quagliarella: “Capisco Insigne, Conte è un fenomeno”

Quagliarella: “Capisco Insigne, Conte è un fenomeno”

Fabio Quagliarella, attaccante della Sampdoria decisivo contro l’Inter, è intervenuto all’interno del programma “Tiki Taka” in cui ha parlato di passato, presente e futuro.

Addio Napoli

Per Quagliarella giocare con il Napoli è stata una tappa fondamentale per la propria carriera: “Sono state dette cose sbagliate che mi hanno fatto male, avrei voluto chiudere la carriera in azzurro. Quando ho firmato per il Napoli mi ricordo la frase del mio procuratore che mi disse che avrei finito la carriera lì e io pensai che non ci sarebbe stato sogno più bello. Poi è andata in maniera diversa e sono state dette cose molto sbagliate che mi hanno fatto male”.

Inter

L’attaccante di Castellammare è stato decisivo contro i nerazzurri domenica sera: “Sicuramente ci aspettavamo una squadra un po’ in difficoltà. Nei singoli sono una gran bella squadra ma dal campo sembra che ognuno faccia da solo quello che ha nelle corde. Noi l’abbiamo preparata in modo da recuperare subito la palla e lanciare subito le punte, infatti ci sono stati due o tre contropiedi clamorosi”.

Il giorno dopo

La colazione della mamma non può mancare: “E’ stato un bel risveglio, ero a casa con i miei genitori e mia mamma mi ha preparato una super colazione. Corriamo molto, il mister ci chiede di correre tantissimo, è il nostro modo di giocare”.

Conte

E a Torino ha giocato con Antonio Conte sulla panchina: “Gli allenamenti erano massacranti. L’intensità era altissima e infatti si vedeva poi in partita. Tatticamente e per come prepara le partite per me è un fenomeno. Avevamo molte regole, se ci dava un giorno libero non potevamo uscire da Torino. Si arrabbiava molto, parecchie volte. Dopo una sconfitta con il Milan il giorno dopo ci ha tenuto mezz’ora a parlare prima dell’allenamento. Poi una volta uscendo mi ero un po’ arrabbiato e avevo detto che pescando tra tutti i numeri usciva sempre il 27 che era il mio”

Litigi con il tecnico

Litigare con il proprio allenatore ci può stare: “In quel momento ti si annebbia tutto, non stai a pensare alle telecamere. Capisco Insigne perché era l’unico napoletano in campo in Juve-Napoli e penso ci tenesse a restare in campo”.

Differenze tra Mazzarri e Ventura

In carriera ha avuto anche altri due allenatori come Mazzarri e Ventura:”Sono entrambi bravi. Ho avuto la fortuna di avere tutti allenatori bravi che preparavano le gare in maniera molto dettagliata. Li ho avuti così bravi che forse mi verrà voglia di fare il mister quando smetterò”.