Bergamo Alta e a Crotone si fa la storia, i voti dell’11/a giornata di serie A

Claudio Cafarelli
01/11/2016

Bergamo Alta e a Crotone si fa la storia, i voti dell’11/a giornata di serie A

La Juve chiarisce le distanze, in termini di punti e fortuna. Il Milan riprende la sua marcia e il Pescara sprofonda. La Roma sbatte contro il suo futuro: Skorupski para tutto.

Quando i secchioni non studiano e, nell’unica volta in cui sono impreparati, riescono a trarre il massimo, la goduria è tripla. La Juventus da un po’ non studia abbastanza, consapevole che con la media maturata negli ultimi cinque anni può essere promossa ad occhi chiusi.

La smorfia ai tempi della Signora Bastano un 16 e un 17 e per il Napoli arriva il 90. Nessun codice Da Vinci ma, per la verità, un linguaggio chiaro ai napoletani per spiegare la sconfitta di Torino. Un 16 appunto, ossia un colpo di fortuna arrivato con la svirgolata di Ghoulam per il gol di Bonucci. Un 17, inteso come disgrazia, considerando l’autore della rete decisiva – Higuain per chi non lo sapesse – e un 90: la paura. Due sfogliatelle per la Juventus, due fatture per i partenopei, dipende dai punti di vista insomma.

Voto: Juventus 8, Napoli 6 (che, secondo la smorfia, è un’ottima consolazione).

Non ho cugini Può dirlo a voce alta il Milan. Strapazzato da un Genoa inferocito dopo la sconfitta nel derby, il Milan – almeno per ora – dimostra di essere tutt’altra squadra rispetto ai nerazzurri e riprende a vincere. Un 1 -0 sofferto quello col Pescara, uscito soprattutto nel secondo tempo e più volte vicino al pareggio. Al Milan attuale poco importa, ciò che conta è tornare in Champions, con o senza il “bel giuoco” .

Voto: 7.

Bergamo Alta Vediamo se adesso vi accorgete di noi. Dal 25 settembre ad oggi, l’Atalanta non si è più fermata. Un mese da incorniciare: sei risultati utili consecutivi con due vittime illustri come Napoli e Inter. Gasperini a un passo dall’esonero, per sua stessa ammissione, ma ripagato, oltre che dal lavoro, da una componente che spesso arriva in soccorso: il caso.

Voto: 8.

Qui si fa la storia: Crotone esulta Ci son voluta 11 giornate ma, finalmente, il Crotone ha conosciuto il sapore dei 3 punti. Con la vittoria dello Scida, Davide Nicola si scrolla un po’ di ruggine, a maggior ragione se si pensa all’avversario, quel Chievo autore di un’ottima partenza quest’anno e, per questo, relativamente appagato dai suoi 15 punti. Non c’è però tempo per distrarsi. Anche se domenica c’è l’Inter (si scherza).

Vertigine giallorossa “Siam sempre là, quelli tra primato e baratro, ta-ta-ra-ra-rà”, direbbe Ligabue. “Maremma bischera” (se l’espressione esiste), esclamerà Spalletti. Ogni volta che si tratta di arrivare allo step decisivo, nella Roma qualcosa si inceppa. Oppure arriva “il Skorupski di turno” – chiamando in causa Malesani, dato che è il paragrafo delle citazioni – che para tutto.

Voto: 5.

Dimmi quando… Arriverà il giorno in cui tutto andrà per il verso giusto, ove ogni tessera del mosaico aprirà le menti di ognuno per comprendere un disegno più grande di noi. Sfortunatamente per l’Inter, quel giorno non era domenica, festa per la Sampdoria dunque. Troppe le parole spese per analisi e ipotesi: adesso l’Inter deve davvero pedalare.

Voto: 4.

Bonus track: più Sarri meno Insigne, Eder e Bacca Il riferimento è ovviamente alle reazioni. Dato che l’allenatore è quello che rischia, soffre – forse – più di tutti l’andamento della squadra, sarebbe cosa buona rispettare ciò che decide. Anche perché se si incazza Don Savastano son dolori.

Voto a Maurizio Sarri: 9. Enjoy the silence.

di Luca Villari