FIFA vieta il Poppy, Gran Bretagna indignata

FIFA vieta il Poppy, Gran Bretagna indignata

Gran Bretagna – La Fifa ha bandito l’uso del “poppy” in occasione della prossima gara Inghilterra-Scozia. Sconcerto nel Regno Unito, lanciate numerose petizioni.

I giocatori di Inghilterra, Galles e Scozia non potranno indossare il “poppy” nelle prossime gare di qualificazione ai Mondiali 2018. A sentenziarlo è stato la FIFA attraverso i propri canali ufficiali, facendo leva sulla regola che impone come non possano essere mostrati simboli di stampo politico all’interno del rettangolo di gioco. Associazioni e cittadini letteralmente scatenati contro la decisione dell’organo di sovrintendenza del calcio mondiale, i maggiori media inglesi hanno lanciato petizioni e impostato una campagna mediatica contro la FIFA sui maggiori Social Network.

Il perché del “poppy”

Non è soltanto un fiore quello che è stato bandito dai campi di calcio dalla FIFA. Il “papavero” rosso è infatti molto di più. È il simbolo del Remembrance Day, giorno di commemorazione dell’armistizio che concluse la Prima Guerra Mondiale, datato 7 novembre e festeggiato ogni 11 nei paesi del Commonwealth, con dedica speciale alle forze armate, vere protagoniste dell’evento. Da allora il papavero è sempre stato l’emblema del passato: di un qualcosa da deplorare e al contempo da rimembrare al fine ultimo che non si verifichino più tali eventi.

La pietra dello scandalo è proprio Inghilterra-Scozia, in programma a Wembley il prossimo 11 novembre (giorno della commemorazione). Il match, già permeato da importantissimi valori storici e politici, avrà nell’assenza del “poppy” una nuova visione di insieme. È infatti unanime lo sconcerto destato in Gran Bretagna riguardante tale tema, i cittadini d’oltremanica hanno sempre visto nel fiore un simbolo del popolo e non di uno schieramento politico.

La risposta della Royal British Legion al ban del “Poppy”

Non si è lasciata attendere la risposta dei protagonisti, la Royal British Legion, da sempre al sostegno delle famiglie dei caduti e dei veterani di guerra, ha tuonato: “Non ci sono ragioni per prendere una decisione di questo tipo dal momento che il Poppy non è per niente un simbolo politico. È una questione di rispetto non solo per noi come associazione ma per milioni di persone e decine di familiari che vogliono ricordare quegli uomini che hanno perso la vita per il proprio paese”.

Stefano Mastini