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Robert Lewandowski, assieme a Cristiano Ronaldo, è il grande atteso di Polonia-Portogallo. Fonte - Twitter @UEFAEURO

Vedere al Genoa Robert Lewandowski? Oggi è impossibile ma qualche anno fa il Grifone tentò seriamente il polacco.

L’Atalanta, il Genoa ed un curioso aneddoto su Robert Lewandowski. Questi i temi toccati da Giampiero Gasperini nel corso del suo intervento a ‘Calciomercato – L’originale’, trasmissione in onda su Sky. Il tecnico bergamasco parla prima di tutto dell’ottimo momento della sua squadra, rinata dopo il successo sul Napoli. “Non siamo stati fortunati nelle prime due, tre giornate. Ho fatto un po’ di misure alla squadra, vedevo Caldara, Gagliardini e Conti star bene e li ho schierati tutti con il Napoli. Forse sono stato anche fortunato ma già da anni dicevo che bisognava realizzare questa idea. L’Atalanta ha un vivaio florido. L’obiettivo è togliersi le stesse soddisfazioni di Genova anche qui. C’è una società destinata a crescere, nel suo piccolo ha un ambiente che ha tutto”.

Lewandowski in rossoblù?

Gasperini ha poi rivelato un curioso retroscena riguardante Lewandowski. Il centravanti polacco finì infatti nel mirino del Genoa: “Venne a Genova insieme a Palacio a fare dei test medici, poi non rimase con noi. Questa è una prova di quanto Preziosi e il Genoa sappiano pescare bene i talenti. Peccato non averlo potuto allenare, gli avevo già stretto la mano in hotel dopo la partenza di Palacio e Milito”. Una storia quella genoana legata spesso e volentieri ai grandi bomber. Il Genoa di Gasperini nel corso degli ultimi anni ha infatti potuto contare su bocche da fuoco prolifiche come Borrierllo, Milito, Palacio e Pavoletti. Un quintetto che sarebbe stato chiuso alla grande con Robert Lewandowski.

De Boer

Gasperini dice la sua anche sull’esonero di De Boer: “E’ strano vedere come delle occasioni mancate per un soffio abbiano determinato la sorte dell’allenatore. Sono situazioni completamente diverse. Ma posso dire che i problemi riguardano sempre il campo: basta aggiustare tutto lì e il resto si corregge da sé. Le energie vanno spese prima sulla squadra e poi sul gruppo”.

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