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Mirko Vucinic, ex attaccante di Juventus e Roma, ha parlato ai microfoni de “La Repubblica” delle due ex squadre confrontando l’ambiente di Torino con quello della Capitale. Due mondi opposti…

Differenze tra Torino e Roma

Mirko Vucinic conosce molto bene sia Torino che Roma. Il montenegrino ha vestito la maglia giallorossa per cinque anni, mentre ha giocato con la Juventus dal 2011 al 2014. E spiega le differenze ambientali nelle due città: “I tifosi a Roma sono così, basta che fai bene per due partite e ti portano alle stelle, ma poi appena fai una cosa male inizi a sentire che la squadra non c’è. E questo alla lunga ti logora. A Torino puoi andare tranquillamente per strada senza essere infastidito da nessuno: non ci sono le radio, o almeno non ce ne sono quante a Roma. La Juve è più forte fuori da Torino. C’è un’attenzione diversa. I calciatori le sentono le radio. Che mettano pressione o meno, le sentono tutti: ricordo che a volte tra di noi si facevano delle battute, tipo: ‘ho sentito quello che ha detto questo’, ‘io ho sentito quell’altro, che dice il contrario’. Tutti quanti le ascoltavamo, anche soltanto mentre vai al campo: è inevitabile”.

La pressione di Roma

“A Roma non ti aiutava di certo il fatto di non riuscire a vincere lo scudetto da tanto tempo. Quando capitava che fossimo in lotta, iniziavi a sentire la tensione anche in partite meno importanti: in quei casi c’è sempre, senti proprio la pressione sul collo che morde. Anche l’anno di Roma-Samp: ho ancora il rammarico, avevamo fatto un’annata pazzesca. Non pensate però che nella Juve non ci sia pressione. Anzi. Quando devi vincere pressione c’è sempre.  Può essere sia più facile perché a Torino sapevi sempre a cosa andavi incontro. E poi c’erano giocatori che avevano già vinto tanto e sapevano darti consigli giusti”.

Il cambiamento di Spalletti

Anche Luciano Spalletti è cambiato molto nel corso degli anni: “Non credo comunque che l’ansia di vincere possa contagiare anche la Roma di oggi, perché c’è uno come Spalletti. E vi garantisco che non è uno che si fa contagiare dall’ansia: il mister lo conosco bene, rispetto a quando ho lavorato con lui è cambiato molto. Cambiato in meglio, nel modo in cui affronta gli allenamenti, come guarda partite, come sa intervenire in corsa. Mi è sembrato ancora più maturo”.

Totti e Buffon

“Buffon: un leader naturale, uomo-spogliatoio, uomo-amico, uomo-tutto. Ma anche alla Roma ce né uno: è Totti. Tutti pensano sia silenzioso, ma nei momenti di difficoltà è come Buffon: uno che si fa sentire. Che parla, eccome”.