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Mauricio Isla all'esordio con la maglia del Cagliari. Fonte - Account Twitter @Cagliari Calcio

La nuova vita di Mauricio Isla, l’ex promessa che ha trovato la giusta dimensione nella realtà cagliaritana

Mauricio Isla è uno dei fiori all’occhiello del Cagliari costruito da Giulini. In estate i sardi hanno costruito una squadra ricca di esperienza e nomi importanti, per una salvezza tranquilla e magari anche qualcosa in più. Il cileno fa parte, insieme a Storari, Padoin e Borriello, a un ricca colonia di ex bianconeri che sta facendo la fortuna dei rossoblu. Dopo Udine la carriera del cileno sembrava in rampa di lancio. L’umiltà del Huaso gli ha permesso di ritrovare la sua giusta collocazione in una realtà come quella cagliaritana.

Non sono un campione

“Ho accettato il passaggio dalla Juve al Cagliari con grande entusiasmo. Io non mi sono mai sentito un campione o un fuoriclasse e non voglio che qui mi considerino tale. Sono solo un giocatore che cerca di lavorare al massimo. Mi impegno per regalare soddisfazioni ai miei tifosi e far arrivare quanto prima la mia squadra all’obiettivo della società”. Tra i passaggi più importanti dell’intervista di Isla rilasciata al Corriere dello Sport.

L’esperienza in bianconero

Arrivato alla Juventus carico di aspettative, qualcosa è andato storto per il cileno, che spiega così i suoi anni in bianconero: “Andare a giocare nella squadra più forte d’Italia è stato un sogno ma allo stesso tempo un po’ una sorpresa perché ho vissuto anni bellissimi a Udine. Forse non sono stato all’altezza di quella squadra dove c’erano tanti campioni, ma sono stati due anni fantastici per me. Ho avuto la possibilità di lavorare con alcuni dei giocatori più forti al Mondo”.

L’Isla felice di Cagliari

Ora è arrivata l’esperienza rossoblu, anche grazie all’opera di due ex compagni di squadra: “Sono arrivato qui e ho ritrovato Padoin e Storari, con quest’ultimo che appena finita la Coppa America mi aveva chiamato per convincermi a venire in Sardegna. Ma ho conosciuto con piacere anche un grande campione come Bruno Alves o gli altri sudamericani come Rafael, Joao Pedro e Farias con i quali ci ritroviamo spesso”.