Yaya Touré si scusa. E Guardiola vince, di nuovo

Yaya Touré si scusa. E Guardiola vince, di nuovo

“Pace” fatta tra Yaya Touré e Guardiola, un gesto cambia il rapporto tra i due

Reduce dalla bella vittoria per 3-1 contro il Barcellona in Champions League, il Manchester City presenta in questi giorni anche una novità importante. Yaya Touré sarà infatti “reintegrato” in squadra, dopo le frizioni di riflesso con Pep Guardiola. Il procuratore del calciatore aveva infatti innescato una polemica con il tecnico e la società. L’ex allenatore del Bayern Monaco si era mostrato freddo, spiegando che il ragazzo sarebbe stato reintegrato solo in caso di scuse. E queste scuse, dopo qualche settimana, sono finalmente arrivate.

Le incomprensioni sono così strane

Sarebbe meglio evitarle sempre. Sarà stato questo il pensiero di Yaya Touré, che pur di tornare in attività ha preferito chinare il capo giungendo ad una sorta di compromesso. L’ivoriano ha sfruttato Facebook come strumento di scuse, non nominando mai Guardiola ma facendo un passo indietro.

Le parole di Touré, d’altronde, sono molto chiare: “Vorrei scusarmi a nome mio e di tutti coloro che mi rappresentano per le incomprensioni del passato con lo staff manageriale e con tutte le persone che lavorano nel club. Sono immensamente orgoglioso di aver avuto un ruolo importante nella storia del club e voglio aiutare questa società ad avere ancora nuovi successi. Vorrei ringraziare tutti i fan per i loro messaggi in questo periodo difficile. Questo significa molto per me e per la mia famiglia”.

Dunque, almeno per adesso, torna il sereno tra Touré e Guardiola. Che però, anche in passato, non si sono mai amati con passione.

I precedenti con Guardiola

Tecnico idealista e coraggioso, Guardiola ha fatto spesso delle scelte che gli hanno attirato critiche, anche pesanti, da parte di giocatori e addetti ai lavori. Come dicevamo, lo stesso Yaya Touré fu protagonista di incomprensioni con il tecnico sin dai tempi del Barcellona. L’ex giocatore preferì infatti il giovane Busquets all’africano, incrinando un rapporto già non eccelso.

Sempre al Barcellona Guardiola fu demiurgo di esclusioni e cessioni eccellenti. Esempi lampanti, quelle di Eto’o e Ronaldinho. Ancora più pesante il caso Ibrahimovic, con lo svedese che ad ogni occasione riesce a parlar male del plurivincitore della Champions League. Il rapporto tra i due in blaugrana non è mai decollato, anzi.

Anche nell’esperienza al Bayern Monaco Guardiola si è lasciato dietro qualche scoria. In primis con la società ma anche con alcuni calciatori. Emblematico, su tutti, il caso di Mandzukic. Titolare fino all’anno prima, ebbe pesanti screzi con il tecnico, tanto da definirlo “una persona da evitare”. Anche oggi, però, il grande vincitore è proprio l’allenatore. Non solo recupera un grande giocatore ma lo fa rafforzando la società e la sua leadership.