Tennis, Murray è il nuovo numero 1 del ranking ATP

Tennis, Murray è il nuovo numero 1 del ranking ATP

Il forfait in semifinale a Parigi di Raonic consegna allo scozzese il primato per la prima volta in carriera.

PRIME VOLTE

Il 2016 di Andy Murray si chiuderà con quella che verosimilmente è la soddisfazione più grande nella carriera di un tennista. Allo scozzese serviva una vittoria in semifinale a Parigi Bercy per certificare il sorpasso nei confronti di Novak Djokovic. Sorpasso avvenuto senza versare una sola goccia di sudore. Il suo avversario Milos Raonic infatti, ha dato forfait poco prima del match per un problema muscolare.

Murray raggiunge così la vetta del ranking ATP per la prima volta in carriera. Un primato storico, innanzitutto perchè interrompe l’egemonia di Novak Djokovic che durava da ben 122 settimane. In secondo luogo perchè un britannico al vertice della classifica mondiale non si vedeva dai tempi di Fred Perry, la bellezza di 80 anni fa. Murray è il 26° numero 1 dell’era ATP e corona una stagione disputata ad altissimi livelli.

Oggi contro l’americano John Isner, lo scozzese può infatti conquistare il 7° torneo della stagione (tra i quali il 2° titolo a Wimbledon in carriera e il primo storico successo a Roma), cui va aggiunto il 2° oro olimpico consecutivo conquistato alle olimpiadi di Rio. Al master di fine anno (che non ha mai vinto) inoltre, potrebbe chiudere in bellezza quella che è stata sino ad oggi la stagione migliore della sua carriera.

CRISI DJOKOVIC

La conquista del numero 1 del ranking ATP certifica inoltre la profonda crisi di Novak Djokovic. Dopo anni passati a dominare il circuito, il serbo sta attraversando quello che è senza dubbio il momento più complicato della sua straordinaria carriera. L’impressione è che all’ormai ex numero 1 del mondo comincino a mancare gli stimoli. Questo almeno è quello che traspare tanto dalle sue dichiarazioni, quanto dalle prestazioni in campo.

La sconfitta a Parigi contro Cilic (i precedenti lo vedevano avanti 14-0) è stata solo l’ultima di una serie di prestazioni non all’altezza. Dopo essersi liberato dell’ossessione Roland Garros, il serbo ha infatti conquistato un solo torneo. Un digiuno che dura dal 31 luglio, giorno del successo su Nishikori a Toronto.