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Aldo Ferrari, centrocampista della Giana Erminio, foto LaPresse

Aldo Ferrari, attaccante di promozione fino all’estate scorsa, ha ricevuto la chiamata di mister Albè per unirsi alla Giana, squadra di Lega Pro: “Il mister mi ha cambiato la vita, gli devo tanto”. 

Un ragazzo come tanti: di giorno il lavoro, di sera il pallone. Con il sogno di debuttare tra i professionisti, prima o poi. E poi la chiamata che ti cambia la vita. Fino allo scorso giugno, Aldo Ferrari era l’attaccante della Zanconti, squadra del campionato Promozione. 29 gol in una stagione, il numero giusto per far innamorare mister Cesare Albè, che lo ha voluto a Gorgonzola senza pensarci due volte. Calciatore in Lega Pro, senza lasciare il posto da operaio nell’azienda meccanica del padre. Un sogno vissuto senza sentire il peso del lavoro. Perché Aldo non considera il calcio come un lavoro, ma una favola divenuta realtà.

DAL TORNIO AL CAMPO

Ferrari ancora non ci crede. Ricevuta la chiamata della Giana, si unisce ai giocatori in prova nel ritiro estivo. Ma il merito è tutto di Albè, che lo ha voluto personalmente in squadra: “Il mister mi ha dato una chance, gli devo tutto. Mi ha chiamato i primi di luglio: prima ero accostato alla Giana da un giornale locale, non ci diedi peso. Invece mi chiamarono in ritiro. E per me, che avevo giocato solamente fino alla Serie D, era già un sogno avverato. Prima di partire ero pensieroso: non sapevo che tipo di persone mi sarei trovato davanti. Invece furono tutti molto disponibili, mi sentivo già parte di loro”.

“Bruno e Pinardi sono due persone fantastiche. – ha continuato il 25enne attaccante della Giana nell’intervista alla Gazzetta dello Sport – Nonostante le numerose presenze in Serie A, non se la tirano per niente, anzi. Sono stati i primi a darmi dei consigli. Sono delle persone davvero umili, ma sono tutto fantastici con me”.

Aldo però non ha cambiato la sua vita dopo la chiamata in Lega Pro: “Lasciai la D per la promozione, così da poter lavorare ed essere indipendente. Ho fatto lo scientifico, poi sono stato assunto in un negozio di telefonia ed elettrodomestici. Poi sono entrato nella piccola azienda di mio padre. Mi alzo alle 4 di mattina e vado al tornio: sto in piedi davanti ad un macchinario che lavora ottone e alluminio. Ma tutto ciò non mi pesa: dopo il lavoro corro ad allenarmi”.

GOL E DIVERTIMENTO

Ferrari ha segnato per ora due reti con la maglia della Giana, l’ultima due week-end fa su punizione: “Da juventino il mio idolo è Del Piero, mi ispiro a lui. Sono un attaccante agile, mi piace giocare tra le linee. Mi sento davvero migliorato qui. Il segreto della Giana? Qui si vive il calcio ancora come un divertimento. Si lavora sodo ma le risate non mancano mai. La domenica siamo dei leoni, ecco il segreto”.

Un sogno avverato, ma ancora tutto da vivere. Una bella favola, dal tornio all’erba del campo. E Aldo Ferrari non ha intenzione di fermarsi sia nel lavoro che nel calcio.