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Carlo Ancelotti e Arrigo Sacchi, ex allenatori di entrambe le squadre.

“Io la considero una cosa molto seria. Per decidere il nuovo allenatore devi conoscerlo, parlarci, sapere come allena. Io l’ho fatto al Chelsea, in albergo c’era anche Spalletti”. In molti hanno ironizzato sul casting Inter per il nuovo allenatore. La mano arriva dall’avversario di molte battaglie: “È una cosa fondamentale e l’unica squadra che me l’ha fatto è stato il Chelsea”. Queste le parole di Carlo Ancelotti durante la trasmissione Tiki Taka, il programma d’intrattenimento calcistico condotto il lunedì sera da Pierluigi Pardo.

Fra i fenomeni più interessanti dell’ultimo periodo c’è Nagelsmann, che sta incantando il calcio tedesco. “Non è possibile replicare la sua situazione qui da noi. Le regole non ti permettono di allenare una squadra professionistica a 28 anni”. Secondo Ancelotti il problema del calcio italiano, che continua a faticare in Europa, non è a livello tecnico. I talenti vanno a periodi, il problema è relativo all’ambiente calcio. “In Germania fanno 42mila spettatori di media. Non è colpa delle televisioni, ci sono anche là. Il problema è che la gente vuole vedere la partita in maniera confortevole e senza violenza”. Touché.

Zidane, Gullit e Inzaghi

Aneddoti su tre grandi campioni, molto diversi fra loro. Zidane è “quello che mi ha incantato di più in allenamento. In partita poteva fare di più, soprattutto dal punto di vista realizzativo”. Il più simpatico era Gullit, “veniva da un altro mondo. Era molto consapevole delle sue capacità”. Un passaggio anche su Filippo Inzaghi, il re di coppe della gestione Ancelotti al Milan. “Il miglior attaccante che abbia mai avuto negli ultimi 16 metri. Forse il peggiore che abbia mai avuto fuori dall’area”.

Il più polemico? “Seedorf. Ogni volta che lo sostituivo veniva nel mio ufficio a chiedere spiegazioni. È stato il più difficile da gestire da quel punto di vista, ma durante la partita non è così difficile. Prendi la decisione e basta”.

Proprietà straniere

Secondo Ancelotti il problema non è derivante dalla nazionalità delle proprietà. “C’è differenza fra un presidente che compra una squadra perché ne è tifoso e uno come Abramovich o il presidente del PSG. Chelsea e PSG stanno comunque ottenendo dei grandissimi risultati”. Dal Chelsea non si può non parlare di Antonio Conte, che sta incantando a Londra. “Da quando usa il suo sistema preferito sta facendo grandi cose. In questo momento in Europa stanno facendo bene le squadre senza coppe. Le Big non hanno ancora espresso il 100%”.