Locatelli, un jolly per il Milan di Montella

Locatelli, un jolly per il Milan di Montella

Ordine e imprevedibilità: questi sono i frutti della crescita di Manuel Locatelli, messi a disposizione della squadra e del suo allenatore.

Locatelli è un prodotto, anzi un frutto, della cantera rossonera. Arrivato a Milanello alla tenera età di 11 anni, oggi prende in mano le redini di una intera squadra. Il Milan si ritrova al 3/o posto in solitaria in classifica grazie anche a punti pesanti, basti pensare a Sassuolo e Juve, arrivati anche e soprattutto grazie alle giocate di un play basso dalle potenzialità enormi. Una media voto di 6,19  per Manuel che si attesta come 4/o in rosa, solo dopo Donnarumma, Suso e Bacca. Imprescindibile per Montella e per i suoi schemi di gioco.

Il 4-3-3 cucitogli addosso gli permette non solo di lavorare in regia, ma anche di avvicinarsi in zona goal con una discreta continuità. Chiaramente restano negli occhi di tutti le due reti splendide, messe a segno contro Juve e Sassuolo, con cui Locatelli ha fatto capire al mondo di essere dotato di tempi di inserimento e istinto per il goal. Non sono caratteristiche principali per un metodista e nessuno si aspetta che il 18enne rossonero arrivi in doppia cifra. Vanno esaltate altre caratteristiche come il numerio dei palloni toccati, recuperati e la percentuale di passaggi riusciti. Tutto ciò completa la figura del mediano metodista moderno: fisico, qualità e quantità. L’esplosione di Locatelli infatti, sembra essere il passaggio di testimone tra la generazione Pirlo/Xavi a quella Verratti/Weigl.

La crescita

Sembrerebbe essere passata un’eternità da quel Sampdoria-Milan del 16 settembre. Montella, tentando di venire a capo della partita, inserì il giovane Locatelli in corso d’opera al 57′ del primo tempo. Palloni sbagliati, poca attenzione sulle preventive e poco ordine sono i frutti della prima partita del play rossonero con il nuovo mister. Sono seguite altre 4 apparizioni da subentrante prima dell’infortunio di Montolivo e della perla di Sassuolo. Abnegazione e sacrificio in allenamento, personalità ma pur sempre un scommessa di Montella, fino ad ora vinta.

Il gran destro tirato fuori dal cilindro per il momentaneo pareggio contro la squadra di Di Francesco è stato il battesimo del fuoco per lui. Da lì in poi sempre titolare: Chievo, Juve, Genoa e Pescara per mostrare continuità. Un altro destro di rara potenza, a scandire la crescita precoce del centrocampista, lo si è visto contro la Juve. L’incoscienza della gioventù forse, ma anche tanta personalità e doti balistiche invidiabili. Fare esplodere San Siro, battendo una Juve che ha dominato e domina la Serie A, non è da tutti. Un vero enfant prodige.

Che sarà…sarà

Locatelli piglia tutto. Dopo le chiavi del centrocampo rossonero, Manuel, potrebbe prendere ben presto quelle del centrocampo azzurro. Le parole del ct Ventura sono chiare e dirette nel descriverlo come uno dei migliori centrocampisti sulla piazza. Anche il ct dell’Under 21 azzurro, Di Biagio, lo adora, ma ancora Manuel studia da grande. Lavoro e testa in direzione Under 19 quindi, dove Locatelli è un vero e proprio punto fermo.