Gomez: “Maradona ha fatto una vita che non ha niente di sportivo. Ho altri modelli”

Gomez: “Maradona ha fatto una vita che non ha niente di sportivo. Ho altri modelli”

Papu Gomez, perno dell’Atalanta di Gasperini ne ha per tutti. Da Maradona all’idolo Veron passando per le paure ucraine.

Il magic moment dell’Atalanta passa anche e soprattutto dal piede destro di Alejandro Gomez. Il ‘Papu’ ex Catania è infatti fondamentale nello scacchiere tattico di Gasperini che ora sta realmente sorprendendo tutti. Il numero 10 della ‘Dea’ sta vivendo una stagione da favola anche a livello personale. Tre reti e un assist in 12 apparizioni e una forte candidatura alla nazionale italiana. Una convocazione che probabilmente sarebbe anche arrivata senza problemi burocratici. Gomez ha parlato del momento della sua squadra in una bella intervista al ‘Corriere della Sera’: “All’inizio abbiamo faticato a capire il nuovo modulo. Poi, dopo la vittoria a Crotone, è scattata la scintilla. Quattro sconfitte nelle prime cinque partite sono pesanti. Ma qui c’è una società forte che protegge dalle critiche”.

La nazionale

Gomez torna quindi sul discorso nazionale: “Spero che gli avvocati riescano a trovare una soluzione. L’Italia per me sarebbe un sogno. All’Argentina non ci penso più. Icardi come me? Lì dipende dalle questioni extra calcistiche con Maxi Lopez e Wanda Nara. Perché quello che fa in campo Mauro non si discute. A Catania sono stati tre anni pazzeschi, i 56 punti, l’8° posto, una squadra che va a memoria, tanti argentini. Giocare era una festa“.

Stoccata a Diego

Gomez trova anche spazio per una bella stoccata a Diego Maradona: “Io non sono malato per Maradona. Lui era una bandiera in campo, ma poi ha fatto una vita che non ha niente di sportivo. I miei modelli sono altri: Aimar, Riquelme e soprattutto Veron: vero giocatore, uomo, leader”. Proprio Veron dunque l’idolo di Gomez. Lo stesso ex interista che a più riprese ha avuto qualcosa da ridire col numero 10 più famoso di sempre”.

Infine el ‘Papu’ ha avuto modo anche di parlare di alcuni retroscena di mercato: “Mi voleva Simeone all’Atletico, il Catania ha rifiutato. In Ucraina guadagnavo il triplo e c’era l’ipotesi Coppe. Ma lì ho avuto paura. Vedevo i mitra in strada, non potevo continuare. E per fortuna ho incontrato l’Atalanta”.