La vita precedente di Edin Dzeko: tra basket, atletica e il numero 7

La vita precedente di Edin Dzeko: tra basket, atletica e il numero 7

Dal basket all’atletica. Edin Dzeko racconta il suo passato al sito ufficiale della Roma in una lunga intervista.

Edin Dzeko è assolutamente il calciatore del momento in casa Roma. Rinato dopo la scorsa stagione in cui le critiche hanno superato di gran lunga il numero di reti. Un calciatore completamente diverso rispetto a quello abulico e sfiduciato dello scorso anno. Il 2016/17 è infatti iniziato nel migliore dei modi per il bomber bosniaco attuale capocannoniere della Serie A con 10 reti. A queste vanno aggiunte altre due marcature in Europa League per un totale di 12 in 16 apparizioni stagionali. Numeri impressionanti per un attaccante che a maggio chiudeva la sua prima stagione italiana con uno score di 10 goal in 39 presenze tra coppe e campionato. Dzeko non è però solo il numero 9 della Roma. L’ex City nasconde infatti un passato curioso e tutto da scoprire.

Tra basket e atletica

Edin Dzeko è stato intervistato dal sito ufficiale della Roma. Il bosniaco ha rivelato tra le altre cose la sua vita precedente: “Da piccolo giocavo con la squadra di basket della scuola. L’ho praticato per molto tempo, seguivo l’NBA e anche la nazionale bosniaca. Ho fatto anche atletica, in particolare correvo i 100 metri, ma il calcio per me era sempre al primo posto: era quello che avrei sempre voluto fare. Ho iniziato a giocare a 10 anni, dopo che la guerra in Bosnia era finita. Mio padre mi ha portato allo Zeljeznicar. Erano tempi difficili, ma ho iniziato e guarda dove sono arrivato ora, 20 anni dopo! All’inizio ero il numero 7: l’ala destra. Segnavo tantissimo in quel ruolo e quindi poi hanno deciso di mettermi in attacco”.

Idolo e match

Dzeko sposta poi l’attenzione sull’idolo prima di parlare di un match del tutto particolare. “Quando sono cresciuto il campionato migliore che c’era era quello italiano e il mio calciatore preferito era Andriy Shevchenko. Guardavo tante partite di Serie A e lui per me era il migliore in tutti i sensi. Forse il primo ricordo che ho di lui è la tripletta che segnò al Camp Nou in Champions League in un Barcellona-Dinamo Kiev finito 0-4 nel 1997-98. La mia prima presenza con la nazionale bosniaca: era nel giugno del 2007 e giocavamo una partita di qualificazione a Euro 2008 a Sarajevo contro la Turchia. Sono partito titolare. Perdevamo 2-1 e ho segnato un bel gol nei minuti di recupero del primo tempo. Alla fine abbiamo vinto 3-2: è una partita che non dimenticherò mai”.