Il momento magico di Skorupski

Il momento magico di Skorupski

SERIE A – Imbattuto cinque volte su dieci presenze, il portiere dell’Empoli Łukasz Skorupski è la rivelazione di questa prima parte di stagione.

Nell’era del calcio moderno nulla o quasi viene più lasciato al caso. Movimenti, schemi di gioco, dati statistici di ogni genere, relazioni dettagliate sugli avversari di turno – per qualcuno – stanno uccidendo il gioco più bello al mondo rendendolo sempre più monotono e meno spettacolare. Le variabili impazzite di un canovaccio altrimenti quasi meccanico continuano per fortuna ad essere i giocatori stessi, cui è affidata la buona o cattiva riuscita di quanto preparato minuziosamente a tavolino, veri protagonisti in campo attraverso giocate ed errori in grado di decidere il risultato finale.

Il calcio è arte

“Il calcio è un’arte, non una scienza esatta”, questo il grido d’allarme di Massimiliano Allegri proprio dopo il successo della Juventus sul Chievo Verona di domenica scorsa. Frase che spiega perfettamente il motivo per cui le giocate singole e individuali abbiano ancora il loro peso specifico. Eppure allenarsi costantemente con l’obiettivo di migliorarsi, potrebbe non bastare. Alle volte però capita che ad accompagnarti ci sia una sorta di un’aura positiva, uno sconosciuto senso di infallibilità, capace di risultare determinante e strabiliante al tempo stesso, regalando certezze insperate e aprendo ad un futuro decisamente più roseo di quanto fosse lecito attendersi. Il momento d’oro di Lukasz Skorupski, portiere dell’Empoli ma di proprietà della Roma, è di quelli da ricordare ma al tempo stesso vivere con l’equilibrio necessario di chi sa bene che prima o poi potrebbe svanire in fretta, lasciandosi dietro scorie difficili da smaltire.

Potente, esplosivo, sicuro, insuperabile. Oggi Skorupski, venticinquenne polacco scovato da Walter Sabatini nella fila del Gornik Zabrze, è certamente il portiere più in forma della Serie A, grazie a prestazioni da urlo figlie di un periodo in cui sembra andare tutto per il verso giusto. Capita, all’interno della carriera di un calciatore, così come in passato accadde a Nelson Dida (per qualche stagione considerato alla stregua di un mito come Buffon) e più recentemente a Samir Handanovic con l’Inter nel corso del girone d’andata dello scorso campionato. Parate sensazionali, che sfidano le leggi della fisica e fanno gridare al miracolo sportivo, compiute da un giocatore dai margini di crescita ancora sconosciuti, prestato al club toscano proprio per trovare continuità visto il poco spazio a Roma.

Momento magico

Fino a qualche mese infatti, Skorupski veniva ricordato per aver difeso i pali della porta giallorossa nel contestatissimo match dello Juventus Stadium di due anni fa quando, impallato da Vidal, non riuscì a fermare il tiro di Bonucci, autore della rete del 3-2 finale. Riserva di De Sanctis, il polacco era un prospetto su cui lavorare, diamante grezzo da affinare, evidentemente non ancora pronto per difendere la porta di un top club in lotta per lo scudetto. Poche presenze (14 in due stagioni) e tanta gavetta, ma anche tanto lavoro oscuro, che finalmente sta dando i frutti sperati. Sì perché la Roma, ha scommesso su di lui per altri cinque anni, rinnovando così il precedente contratto già in essere, oltre il prestito gratuito all’Empoli, dove con Giampaolo in panchina era stato tra i protagonisti dell’ultimo campionato (concluso al decimo posto).

Proprio con la Roma, due settimane fa, Skorupski ha offerto il meglio del suo repertorio, disinnescando i ripetuti tentativi a rete dei suoi ex compagni. Dzeko, Salah, El Shaarawy, 7 interventi decisivi per conquistare un punto prezioso e interrompere l’inseguimento dei giallorossi alla Juventus capolista. “Ha giocato bene, è un buon portiere riconosciuto per essere bravo a fare il professionista, ha fatto il suo lavoro anche se noi ci abbiamo messo del nostro”, con queste parole Luciano Spalletti aveva liquidato l’argomento nel dopo partita, rispondendo successivamente in maniera ancora più secca alle domande di quanti avevano ipotizzato un atteggiamento più morbido da parte del portiere polacco visto che il suo cartellino sia ancora di proprietà del club giallorosso.

Il futuro di Skorupski

Un episodio curioso, che ha riportato alla mente quello avvenuto nella celebre querelle Chelsea-Atletico Madrid prima della semifinale di Champions League 2013/2014: Thibaut Courtois scese regolarmente in campo e parò da campione per i Colchoneros del Cholo Simeone nonostante il veto posto da Josè Mourinho circa un suo utilizzo in una competizione ufficiale contro i Blues che l’avevano prestato (guarda caso per due anni) agli spagnoli. Sulla questione dovette esprimersi l’Uefa che annullò la validità della discussa clausola risarcitoria (3 milioni di euro per permettere all’Atletico di schierare il portiere belga in gare ufficiali contro il Chelsea), evitando un fastidioso precedente e facendo chiarezza su ogni possibile ritorsione da parte del guru portoghese.

Quel che resta di 10 giornate – nelle prime due gare stagionali Skorupski è rimasto in panchina – è un crescendo esponenziale di prestazioni che lo confermano come uno dei migliori interpreti del ruolo nel nostro campionato. Non certo all’altezza dei mostri sacri, ma abbastanza per competere alla pari con Szczesny, compagno nella nazionale polacca e suo maggior antagonista nella Roma, alla ricerca del portiere del futuro.

di Domenico Mancini