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Pratto Genoa
Lucas Pratto Genoa FOTO Twitter

Bomber inatteso, meteora in Italia infine titolare con l’Argentina: le mille vite calcistiche dell’ex Genoa Lucas Pratto

Il Genoa è stata una meta quasi ideale per diversi giocatori provenienti da tutte le parti del mondo. Chi non ricorda, giusto per restare in tempi recenti, i vari Wilson, Figueroa, Centurion. Poi Zapater, Damian Lanza, Leon…tra i tanti stranieri ad approdare sulla sponda rossoblu del capoluogo ligure figura però anche il protagonista di questa nostra ennesima tappa dedicata ai dimenticabili del passato: Lucas David Pratto. Attaccante argentino nativo di La Plata, è venuto al mondo il 4 giugno 1988 da una famiglia di emigranti provenienti dall’Italia. Pratto, soprannominato “El Camello” per il suo incedere alquanto arcuato in campo, inizia molto presto la sua storia d’amore con il pallone. Come da prassi per chi sogna di fare il calciatore da grande. Già a 5 anni lo vediamo sui campetti di calcio a 7 a rappresentare la squadra del proprio rione, prima di compiere il salto nelle giovanili dell’Estudiantes.

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Pratto Genoa, la Tigre e El Camello

Anche sul campo a undici Pratto dimostra di essere a proprio agio. Tanto da approdare di lì a poco nella prestigiosa scuola calcio del Boca Juniors. Prima di quella significativa esperienza, arrivata ai 15 anni di età, il centravanti argentino era passato anche per l’accademia del Gimnasia La Plata e nel Defensores de Cambaceres, compagine di terza serie albiceleste. Al Boca Pratto rimane dal 2003 al 2006 ma l’esordio nel massimo campionato avviene con il Tigre, la squadra della città di Vitoria con la quale calcherà il manto erboso in 13 occasioni segnando anche una volta.

A dire la verità il debutto nella Primera Division c’era già stato proprio col Boca Juniors, ma si era trattato solamente di pochi secondi, e dopo di allora è seguito il prestito al Tigre. Rientrato alla base xeneize nel 2008, ecco giungere subito dopo la prima, significativa esperienza (più di vita che professionale) per Pratto, che tutto d’un tratto se ne va agli antipodi e cambia totalmente emisfero, trasferendosi a titolo temporaneo al club norvegese del Lyn Oslo.

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Cose dell’altro mondo: tra Norvegia, Argentina e Cile

Il ragazzo giocherà spesso (31 partite) segnando anche 5 gol (4 in campionato ed uno in Coppa di Norvegia) ma il suo futuro lo vedeva ancora in patria, per cui il Boca Juniors lo rimanda di nuovo in prestito, non ancora convinto di volere puntare su di lui. Pratto nel 2009/2010 torna in patria e passa quindi all’Union de Santa Fe: 19 partite giocate e 6 gol segnati, sempre pochini nonostante il minutaggio non di rilievo. La stagione successiva arriva anche la seconda esperienza estera per un calciatore che a detta di tutti possiede colpi notevoli ma non riesce ancora a trovare la giusta occasione per farsi notare.

Pratto gioca nella prestigiosa Universidad Catolica, imponendosi subito come titolare inamovibile e mettendo nel carniere 10 gol, frutto di 36 match. L’attaccante dal fisico non indifferente (1,87 cm per quasi 90 kg di peso) denota potenza ed abilità nelle sponde aeree, tanto da stimolare l’interessamento del Genoa.

El Camello al Genoa, colpo ‘gobba’

La squadra ligure, reduce da un buon 10° posto che aveva lasciato però in pegno l’allontanamento di mister Gian Piero Gasperini a stagione in corso, nel campionato 2011/2012 era intenzionato almeno a confermare la posizione conseguita l’anno prima, oltre a procedere ad una mezza rivoluzione. La dirigenza del Grifone aveva effettuato un repulisti in grande stile riducendo numericamente un organico molto folto e rinunciando tra l’altro anche ad un Luca Toni giudicato già 4 anni fa troppo anziano per giocare a grandi livelli, smentendo tutti con i fatti non molto tempo dopo. In squadra figuravano Sebastien Frey in porta, Roger de Carvalho, meteora transitata fugacemente anche a Bologna, il pacco Miguel Veloso oggi eroe al Verona, il pacchissimo Zé Eduardo, il deludente Valter Birsa, il poco dinamico duo Belluschi-Constant ed un appannato Bosko Jankovic.

Chi c’era in quel Genoa

Accanto a loro elementi validi come Rodrigo Palacio, Kakha Kaladze, Cesare Bovo ed Andreas Granqvist. E poi Juraj Kucka, il soldatino Giandomenico Mesto, l’oramai esperto Alberto Gilardino ed altri giovani di belle speranze che avrebbero fatto parlare di se più in là, come Luca Antonelli e Stefano Sturaro. A questi in sede di campagna estiva la lungimirante dirigenza genoana affiancò i vari Ribas, Merkel, Seymour, Jorquera, Ben Djemia, l’Airone Caracciolo e Pratto, per l’appunto. Avevano salutato invece Paloschi, Criscito, Konko, Kharja, El Shaarawy e Papastathopoulos. Gli inizi sembrano promettenti per Pratto, il centravanti col numero 2 che quando segna richiama proprio il cammello con la sua esultanza. Il giocatore segna in Genoa-Nocerina di Coppa Italia mettendo in rete uno dei 4 gol con cui i suoi hanno la meglio sui campani (autori di tre marcature), e si ripete anche ai supplementari contro il Bari dove sigla il punto decisivo.

Pochi mesi in Liguria poi il ritorno in patria

Il primo sigillo in campionato avviene invece il 18 dicembre 2011 in Genoa-Bologna 2-1, e qualche fantallenatore avrà gioito almeno per quella domenica. Ma di gol non ce ne saranno più e di partite con Pratto in campo ne assisteremo a qualcuna soltanto. Il 7 febbraio 2012 il Genoa lo piazza in prestito per mezzo milione di euro e senza pensarci su troppo al Velez Sarsfield. È con la formazione di Liniers che Pratto si toglie le migliori soddisfazioni in carriera. Debutta con un assist decisivo in Copa Libertadores e resta sulla cresta dell’onda per tre stagioni, con 97 presenze e 16 reti. Pur segnando poco, Pratto risulta importante per impostare un certo tipo di gioco con le sue spizzate che i compagni prendono a rimorchio.

L’exploit inatteso

L’allenatore Ricardo Gareca pretende che il Velez lo riscatti e così avviene, fino a quando lo scorso 1° gennaio le V blu non decidono di cederlo per 4 milioni di euro (con una plusvalenza di 1,5 rispetto a quanto versato al Genoa) ai brasiliani dell’Atletico Mineiro, sua attuale squadra nella quale gioca assieme all’ex Udinese Maicosuel. Le cose sembrano volgere per il meglio visto che i gol sono arrivati. El Camelo aveva trovato altrove il suo habitat tranquillo ed invece ecco l’inatteso exploit. Bauza, ct dell’Argentina, lo convoca a sorpresa e preferisce lui a Gonzalo Higuain, mister 90 milioni. L’ex genoano ha giocato titolare nella sfida fondamentale contro Colombia valida per le qualificazioni Mondiali.

Scelta azzeccata visto che Pratto ha segnato praticamente al primo pallone toccato nel 3-0 finale. Un vero e proprio colpo “gobbo”. Poi lo vediamo di scena dapprima al San Paolo ed in seguito al River Plate. Alla fine di vittorie importanti ne ha conseguite soprattutto in quest’ultima fase della carriera. Il 31enne argentino h aalzato al cielo col River una Supercoppa d’Argentina, la Recopa e soprattutto la Copa Libertadores del 2018. Ha anche vinto un Mineirao con l’Atletico, un campionato cileno con l’Universidad Catolica ed uno argentino Inicial col Velez. Oltre ad un’altra Supercoppa in patria sempre con quest’ultimo.

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