Fifa: Infantino, sarà rivoluzione?

Fifa: Infantino, sarà rivoluzione?

Aria di cambiamento in vista del mondiale di Russia 2018 e non solo

Quando Gianni Infantino è stato eletto, nel febbraio 2016, si è portato dietro un’immagine pesante: l’innovatore. Non solo chiacchiere le sue che da subito ha provveduto ad un sostanzioso decurtamento dello stipendio da presidente. Un dettaglio questo da non sottovalutare, a rappresentare repentinamente la voglia di un cambio di rotta. La sua lotta contro l’anacronismo del calcio, nella sua essenza, è stata sempre accompagnata dalla voglia di non far perdere fascino al gioco più bello del mondo. Ciò che lo caratterizza è la voglia di fare, e una capacità di saper guardare lontano che lo hanno portato all’apertura verso nuove possibilità.

Mondiale allargato

L’idea è quella di un calcio sempre più osmotico, di un allargamento globale oltre i confini già apposti. Sembrerebbe l’idea di un visionario, invece no. Tra le proposte più concrete del presidente c’è proprio quella di allargare il format mondiale a 48 squadre. Vivere un mondiale comporta aspettative, gioia, fibrillazione e alimenta speranze importanti. Tutti i paesi del mondo sognano di poter alzare la world cup, e in un mondiale a 48 squadre sarebbe possibile. Potrebbe risentirne la qualità, è vero ma un’impresa stile Leicster accende i riflettori e spinge a sognare, a creare business. Una formula questa del mondiale allargato, che prevede comunque sedici posti già assegnati alle top sedici squadre in classifica. Le trentadue squadre restanti invece, si dovrebbero affrontare in veri e propri playoff, nel paese ospitante il mondiale. C’è speranza per tutti, è questo il messaggio che il top manager Fifa vuole far passare, puntando all’appeal del calcio.

Moviola in campo

Snaturare o non snaturare il calcio: è questo il dilemma. Le diatribe sulla moviola in campo hanno sempre creato vere e proprie faide, tra i sostenitori di un calcio primordiale e invece chi vuole un calcio al passo con i tempi. Il cambiamento spaventa chiunque, non Infantino però che rilancia prevedendo la moviola in campo entro il mondiale 2018. I lavori sul progetto hanno anche spazzato via le indecisioni che lo stesso Infantino aveva. I test hanno infatti dimostrato come, la tecnologia non influisca sul regolare andamento della partita ma che essa stessa possa essere inglobata dal sistema gioco. Un progetto concreto quindi che potrebbe vedere la luce proprio nel mondiale che si prospetta essere il più bello di sempre.