Luca Antonini dice basta: una storia di ritorni con la Toscana nel cuore

Luca Antonini dice basta: una storia di ritorni con la Toscana nel cuore

Si conclude così, un po’ a sorpresa, la carriera calcistica di Luca Antonini. L’ex difensore del Milan ha deciso di dire addio al calcio giocato. A 34 anni, il difensore milanese ha posto fine ad una carriera non brillantissima che però lo ha portato a vestire la maglia del club rossonero. Dopo un lungo girovagare al termine dell’esperienza in A, passando per Ascoli e Livorno, è finito a Prato. Oggi, proprio in Toscana decide di chiudere la carriera da calciatore per dedicarsi alle giovanili del club di Lega Pro.

La Toscana nel sangue

La stessa Toscana che lo aveva visto esordire nel 2001, oggi lo vede appendere gli scarpini al chiodo. Proprio da Prato, Luca Antonini è partito alla rincorsa della Serie A. Un obiettivo raggiunto nel giro di due anni. Dopo il prestito ad Ancona, a mettere gli occhi su di lui fu la Sampdoria. I blucerchiati, dopo averlo fato esordire nella stagione 2003/2004, lo mandarono in prestito. Modena e Pescara furono le tappe prima di poter tornare nella “sua” Toscana. Le buone prestazioni ad Arezzo, convinsero il Siena a chiedere il prestito alla Sampdoria. Nella città del Palio, Antonini si conquistò piano piano il posto guadagnandosi la fiducia dei dirigenti dell’Empoli, che l’anno seguente decisero di acquistare il suo cartellino.

Ritorno a Milano

In Toscana collezionò minuti e presenze che convinsero il Milan a puntare su di lui. È una storia di ritorni quella di Luca Antonini, destinato sempre a tornare da dove era partito. Proprio il club rossonero, la squadra che tifava da piccolo e nella quale era cresciuto lo riportò nella sua città natale. Antonini realizzava così il sogno della sua vita, giocando ed indossando saltuariamente la fascia da capitano dei rossoneri. Raggiunto l’apice nel 2008, dopo 5 anni al Milan, inizia il suo declino. Nel 2013 il Genoa sceglie di puntare du si lui ma senza successo. Antonini allora scende di categoria e va ad Ascoli. Anche nelle Marche non incide ed il suo futuro è nuovamente toscano. La terra che lo ha lanciato lo ha accolto, e a Prato, così come tutto era iniziato, è finito.