È stato bello sognare

È stato bello sognare

Il Sassuolo esce a testa alta dall’Europa League

La Cenerentola non è diventata Principessa. La scarpetta non calza e il Principe ha scelto un’altra. L’Europa League è terreno di squali esperti e il Sassuolo, purtroppo, da debuttante ha fatto la parte del pesce piccolo. Un’eliminazione che brucia, nonostante tutto. Proprio perché i sacrifici fatti per arrivare fin qui sono stati enormi, da parte di società, tecnico e giocatori. E ciò che fa davvero male non è il “perché”, bensì il “come” di questa esclusione europea. Il Sassuolo, di fatto, si è eliminato da solo, soprattutto per via di una certificata inesperienza. Fine del sogno, almeno per ora.

Harakiri neroverde

E dire che tutto era iniziato per il meglio, con una partita enorme proprio contro il più blasonato Bilbao. Un 3-0 che aveva generato complimenti e stupito il mondo. Con la sconfitta in Belgio si torna alla realtà. Ma l’eliminazione, più che al San Mames, si consuma nella doppia sfida contro il Rapid Vienna.

Al positivo 1-1 dell’andata fa da contraltare il 2-2 casalingo al Mapei Stadium. La rimonta subita, proprio quando una vittoria sarebbe servita come il pane, testimonia mancanza di concentrazione oltre che poca esperienza. Il Sassuolo aveva in mano la chiave del suo destino ma non doveva certo arrivare in casa dell’Athletic per utilizzarla. L’ultima gara contro il Genk è di fatto inutile, se non per dare una gioia ai tifosi che hanno vissuto un’avventura al limite del fantascientifico, per una società che fino a qualche anno fa bazzicava ai margini del professionismo.

Punto di partenza

Una cosa è certa: non sarà l’ultima volta che vedremo il Sassuolo in Europa. Il progetto societario e tecnico è fin troppo solido nella sua serietà per fare brutte figure. Di Francesco è un allenatore intelligente, preparato, con un’arte sopraffina nella gestione dei giovani. L’eliminazione di oggi servirà anche a lui, per comprendere e disinnescare meglio i pericoli delle competizioni europee.

Il tecnico in questo inizio di stagione ha pagato soprattutto la prima volta della doppia competizione, oltre che gli infortuni beffardi che lo hanno privato non solo di Berardi ma, a turno, di tantissimi validi componenti della squadra. Probabilmente, senza la pressione psicologica dell’Europa, il Sassuolo si riprenderà posizioni più consone anche in campionato. Per costruire, con pazienza e abnegazione, un altro splendido sogno da vivere insieme al resto del movimento italiano. È stato bello sognare, Sassuolo. Grazie per aver tentato.