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Il derby di Avellaneda, i fratelli Milito e quei 300 metri che dividono

Il municipio di Avellaneda si trova a pochi km al di fuori della città di Buenos Aires, che rinchiude nel suo ventre oltre dieci stadi. Eppure è in questa località al di là del gran raccordo General Paz che il suolo viene scosso dalla più sensibile rivalità calcistica che ribolle in pochi isolati. Sono pochi più di 300 metri a dividere lo stadio Libertadores de America dal Juan Domingo Peron, case rispettivamente del Club Atletico Independiente e del Racing Club. Se Boca Juniors e River Plate esemplificano il duopolio nazionale in quanto a tifosi e Rosario Central e Newell’s Old Boys danno vita al derby cittadino per eccellenza, lo scontro tra Independiente e Racing è probabilmente il più intenso per una questione di spazi da condividere gioco forza.

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Diego e Gabriel Milito nel derby di Avellaneda

Diego e Gabi, una famiglia divisa

Una delle instantanee che più rappresentano l’aspra tensione che si respira a ogni derby di Avellaneda è sicuramente quella che vede i due giovani fratelli Milito ruggire l’uno di fronte all’altro durante un clásico del 2003, quando Diego, il maggiore, chiese espressamente all’arbitro di espellere suo fratello per un fallo per lui da ultimo uomo. L’arbitro non ascoltò le richieste del numero 11 del Racing, che in cambio fu assalito verbalmente dal fratello minore, imbufalito. Le scaramucce tra i due erano qualcosa di tipico, dato che Diego era l’unico ad aver seguito la passione calcistica della madre, mentre tutti gli altri componenti della famiglia erano dell’Independiente.

Entrambi, dopo aver coinciso nel Real Saragozza e dopo essersi affrontati anche in Europa con le maglie di Inter e Barcellona, sono tornati a casa per amore: Diego ha portato la ‘Academia’ a vincere un nuovo titolo argentino 13 anni dopo l’ultimo, quando già faceva parte della squadra titolare, e Gabi è adesso tecnico  del suo ‘Rojo’ che sta provando a tirar fuori da una crisi di gioco e risultati attraverso un gioco interessante e propositivo.

Altro che Boca – River

Ieri sera ha avuto luogo, in quel del Cilindro, lo stadio del Racing, il clásico numero 222 di sempre. Un numero esplicativo, inferiore solo di venti incontri al Superclásico Boca-River, ma che non nasconde l’importanza di un derby unico per vicinanza tra gli stadi e tra le tifoserie. Un municipio che vive così intensamente una dicotomia di colori è la sublimazione di una passione che solo chi passa per quei tre isolati che dividono i due stadi può comprendere. Chiedere, a mo’ di conferma, a Diego e Gabi Milito, che durante la loro infanzia nel vicino municipio di Bernal, hanno percorso spesso il tragitto che li portava fino ad Avellaneda, per poi dividersi e raggiungere ognuno il suo stadio preferito, in un raggio di 300 metri eternamente distanti.