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eziolino capuano

“L’Arezzo in serie D è come se Belen facesse la barista”. E’ con questa curiosa (e semanticamente misteriosa) similitudine che Ezio Capuano si è presentato alla città toscana come nuovo allenatore del club aretino. Ma l’espressione di sorpresa mista a sgomento sarà comparsa solo sui visi dei meno avvezzi al personaggio Capuano perché “Eziolino”, come universalmente noto, nella sua lunga e vulcanica carriera ha ampiamente dimostrato di avere poco a che fare con l’uomo comune. Basta digitare “Eziolino Capuano show” su Youtube e la passionalità del tecnico campano salterà immediatamente all’occhio.

Nato a SalernoCapuano decide che la propria “vocazione” (la definisce proprio così) è quella di allenare, in particolare l’amata Salernitana. Esordisce in panchina nella provincia campana, allenando Ebolitana, Poseidon e Pro Salerno. Ma il vero primo graffio al mondo del calcio Eziolino lo assesta fuori dalle mura campane. Ad Altamura, infatti, nella stagione 95/96 ottiene la prima promozione della sua carriera dai dilettanti alla serie C2. E’ fatta, Capuano ha messo piede nel calcio professionistico, ma il richiamo campano è troppo forte, così l’anno successivo torna nel C.N.D. e si ripete portando la Cavese in C2. Questa volta resta al timone della squadra salvandola per due anni di fila, fino al 1999 in quella che, ad oggi, è la più lunga esperienza della sua vita calcistica.

La Juventus Stabia di Eziolino Capuano

Conclusa l’esperienza a Cava de’ Tirreni, per Capuano inizia un calvario sportivo fatto di esoneri e retrocessioni.  Ma dopo un nostalgico cameo ad Altamura. Eziolino si rimbocca le maniche e riparte dalla Juve Stabia, anzi dalla “Juventus Stabia” come la appellerà per tutta la sua esperienza a Castellamare di Stabia, pardon “in Castellamare” per tornare a citare il nostro eroe. Qui ottiene una salvezza insperata in serie C1 e diventa un idolo della piazza per “la schiettezza e l’onestà che lo contraddistinguono”, il vero e proprio motto del tecnico salernitano.

A Potenza qualche anno dopo ottiene un’altrettanto miracolosa salvezza con una squadra non irresistibile e a fine stagione si sfoga alla Capuano sottolineando che la squadra lucana non era stata portata alla salvezza “Né da Mourinho, né da Van Gaal…” ci sarebbe anche un riferimento religioso all’Altissimo, ma non ci pare la sede esatta per continuare la citazione. Sta di fatto che quella conferenza stampa lo rende noto al panorama del web. Il video della sua intervista diventa virale e Eziolino esporta il suo personaggio al di fuori dell’universo campano. Anzi, italiano perché nel 2010 esordisce in serie A.

Quella belga per essere precisi, dove guida gli sconosciuti dell’Eupen, all’esordio come lui in massima serie, salvo dimettersi alla quarta giornata col magro bottino di un punto e dichiarando: “Non baratto la mia dignità con nessuno, lascio una squadra in forma che con me ha fatto il primo punto in massima serie della sua storia”.

Il ritorno in Italia

Così Eziolino si riprende la sua dignità e torna in Italia. Prima retrocede con la Paganese nel 2011, poi nel 2012 allena il Fondi ma è a Caserta l’anno dopo che esplode il fenomeno Capuano. In conferenza stampa, dopo una sconfitta immeritata della sua Casertana contro il Cosenza, il tecnico salernitano prima si strappa involontariamente la camicia al grido di “Se tiriamo sei volte in porta e non facciamo gol che vi devo dire, io la maglia per giocare non me la posso mettere”, poi abbandona la sala stampa. L’esperienza a Caserta finirà dopo poche partite e Capuano dirà dei suoi calciatori: “Molti di loro sono venuti a Caserta a fare i turisti e a vedere la Reggia”.

Ma torniamo al suo sogno di allenare la Salernitana. Capuano non l’ha mai realizzato, o meglio, c’era riuscito nell’estate 2003. L’allora presidente Aliberti lo aveva scelto per guidare i granata appena ripescati in serie D, ma il d.s. Carmine Longo gli preferì all’ultimo un giovane Stefano Pioli. Fu l’inizio di una lunga querelle tra i due, pleonastico sottolineare a chi abbia dato ragione il campo. Negli ultimi anni si è cimentato anche nelle vesti di opinionista sportivo a livello locale. Celebre rimane la sua previsione su Dries Mertens “non farà più di otto partite”, salvo poi fare “mea culpa” con la schiettezza e l’onestà che lo contraddistinguono.

L’ultimo esonero risale allo scorso aprile, quando Capuano allenava l’Arezzo. Durante il suo periodo in Toscana non ha fatto mancare la sua consueta dose di show. “Su quel campo però, mi sia consentito, si potevano allenare soltanto la rappresentativa delle scrofe contro quella dei maiali“, questi i toni lusinghieri utilizzati per commentare il terreno sul quale la sua squadra aveva effettuato la rifinitura prima del match contro l’Ancona.

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