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De Rossi in goal in Austria (Foto: AS Roma - Twitter)

Lazio-Roma termina 0-2 con le reti di Strootman e Nainggolan. Nel mezzo poco spettacolo ed un’immensa battaglia commentata così da capitan De Rossi nel post-partita.

Tante polemiche, un’espulsione con rissa allegata e due reti decisive a concludere una gara per la verità non troppo spettacolare. Questo ed altro è stato il derby tra Lazio e Roma. All’Olimpico i giallorossi di Spalletti hanno fatto bottino pieno in virtù delle reti di Strootman e Nainggolan arrivate nella ripresa. La stracittadina romana è per certi versi una vera e propria battaglia ma De Rossi nel post partita ai microfoni di Sky ha provato a stemperare la tensione. “Laziali e romanisti viviamo da sempre gomito a gomito non si può sentire parlare di guerre. Il derby ha un sapore particolare, ma le guerre lasciamole da parte che già ce ne sono tante. La Lazio ha fatto un errore che gli è costato caro. La partita era equilibrata, ma alla fine questi derby sono condizionati spesso non dalla bellezza del gioco”

La rissa e Cataldi

De Rossi ha poi continuato parlando dell’espulsione di Cataldi: “Io ho visto 4-5 di noi addosso a Cataldi, che è un bravissimo ragazzo, e ho cercato di dividere i contendenti. L’arbitro mi ha detto che di solito in questi casi si ammoniscono i due capitani, ma che in questa situazione aveva visto precisamente l’accaduto e ha preso la decisione di espellere Cataldi e ammonire Strootman”.

Obiettivi

Il vice capitano giallorosso ha commentato poi i prossimi impegni della squadra di Spalletti: “Abbiamo battuto la terza, adesso affronteremo la seconda e la prima. Sembra un torneo come quelli con la Nazionale quando fai quarti, semifinale e finale, in cui affronti tutte le più forti. Questa era una partita da vincere per vari motivi, ma ora non dobbiamo esaltarci, non abbiamo vinto niente. Qui a Roma si passa dall’esaltazione se vinci il derby, alla disperazione se lo perdi“.

Ambiente azzurro

De Rossi conclude infine commentando l’ambiente nel quale si è disputato il derby. “Se a 33 anni affrontassi i derby come li affrontavo a 20, sarei già morto. Poi ovviamente quando si arriva allo stadio c’è sempre il brivido. Questo derby era particolare perché eravamo da soli, a parte qualche tifoso. Sembrava una sfida in trasferta ma ormai le emozioni le stempero abbastanza bene: oggi eravamo soli, lo stadio era tutto azzurro. Sembrava di stare a Napoli“.