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Fonte: Instagram @borisbeckerofficial
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Dopo 3 anni e una collaborazione ricca di successi, Boris Becker non è più il coach di Novak Djokovic. L’ex campione tedesco tuttavia ha bacchettato a distanza il fuoriclasse serbo.

LA LUNGA CRISI

Che qualcosa, nella testa più che nel fisico, sia cambiato in Novak Djokovic è palese. L’ormai ex numero 1 del mondo da qualche mese attraversa un periodo di crisi che lo ha portato all’impensabile, ovvero cedere il posto sul trono della classifica ATP ad Andy Murray. L’inizio straripante di 2016 sembrava il preludio ad un’altra stagione da dominatore per Nole, che invece ha subito un calo impressionante proprio mentre il principale rivale aumentava il suo rendimento.

In molti si sono interrogati sulle ragioni alla base della crisi di Djokovic. Tutti concordano sulla mancanza di motivazioni, sebbene le ipotesi dietro a questo calo di tensione siano molteplici. Dalla presunta crisi matrimoniale al raggiungimento del career slam, passando per l’assenza dei mostri sacri Federer e Nadal.

TESTA ALLA FAMIGLIA

Intervistato da Sky Sports, Boris Becker ha raccontato di come il rendimento di Djokovic negli ultimi 6 mesi sia calato principalmente per colpa di un allenamento non al top.

Gli ultimi sei mesi sono stati molto complicati, Novak ha scelto di passare più tempo con la famiglia e sono il primo a pensare che la famiglia venga sempre al primo posto, ma lui ha voluto perseguire anche altri interessi fuori dal campo. Negli ultimi mesi, Djokovic non ha dedicato tutto il tempo che doveva all’allenamento e lui lo sa. Quindi ci si mette in discussione e ci si pone delle domande: qual è il mio ruolo? Perché andiamo a New York, Shanghai o Tokyo? E da lì comincia tutto.

Becker non ha risparmiato le critiche al suo pupillo, reo a suo dire di aver perso la cattiveria e la fame che lo hanno portato nell’Olimpo del Tennis.

Come giocatore di tennis, serve essere molto egoisti, 24 ore su 24: è più facile quando hai vent’anni, ma a 28-29 inizi ad avere un figlio, una moglie, una famiglia a cui pensare e qualcosa rischia di passare in secondo piano.

CADERE PER POI RIALZARSI

Nella testa di Becker ad ogni modo la ferma convinzione che Nole possa tornare in breve tempo a dominare la scena. L’ex coach del serbo infatti ha affermato di avere fiducia nella capacità del serbo di elaborare una sensazione quasi sconosciuta: quella della sconfitta.

Sono sicuro che Nole tornerà al top l’anno prossimo. Sono sicuro che saprà reagire alle sconfitte in finale, alla perdita del numero 1 nel ranking e al Masters perso, perché a volte bisogna sperimentare la sconfitta e Novak non aveva quasi mai perso in due anni e mezzo. Come suo tifoso numero uno per il prossimo anno, sono convinto che recupererà la sua forma migliore, però deve tornare di nuovo in campo e al lavoro, tornare ad allenarsi e focalizzarsi nuovamente su tutto ciò che l’ha reso il più forte”.

DJOKOVIC-BECKER: NUMERI STRATOSFERICI

Djokovic e Becker si separano dunque dopo 3 anni di lavoro insieme. Tre anni durante i quali il serbo ha letteralmente annichilito la concorrenza, vincendo a ripetizione i tornei più importanti del circuito ATP. Sotto la guida di Becker infatti Nole ha conquistato ben 25 titoli, tra cui 6 prove dello Slam e 14 Master 1000, oltre a 2 ATP Finals. L’apice raggiunto proprio pochi mesi fa, con la conquista dell’ossessione Roland Garros ed il conseguente Career Slam.

Poi le delusioni di Wimbledon e delle Olimpiadi di Rio, sino alle prove deludenti di fine stagione. Il tutto in concomitanza con la poderosa rimonta di Andy Murray, che proprio allo sprint finale si è tolto la soddisfazione di diventare numero 1 al mondo per la prima volta in carriera. Il 2017 si preannuncia dunque un anno destinato a dare risposte a grandi quesiti. Dal futuro di Federer e Nadal a quello di Nole Djokovic: che sia l’inizio di una nuova era per il tennis maschile?


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