Valencia, Prandelli infuriato minaccia i propri giocatori

Valencia, Prandelli infuriato minaccia i propri giocatori

Cesare Prandelli è esploso durante la conferenza stampa alla vigilia di Real Sociedad-Valencia. Nel mirino i suoi giocatori.

IL PRANDELLI FURIOSO

L’avventura di Cesare Prandelli alla guida del Valencia non sta avendo per il momento l’andamento che il tecnico si aspettava. L’ex c.t della nazionale italiana si è seduto sulla panchina del club spagnolo 67 giorni fa, ma ad oggi il rendimento della squadra è ancora ben al di sotto delle aspettative. Partito per conquistare un posto in Europa, il Valencia si avvicina al natale in piena lotta per la salvezza.

In 7 partite di Liga il Valencia di Prandelli ha raccolto infatti la miseria di 7 punti, frutto di una vittoria, 3 pareggi e altrettante sconfitte. Il totale delle vittorie del mister di Orzinuovi sale a due in otto partite considerando anche il 3-1 esterno in Copa del Rey contro il Leganes. La classifica ora piange e vede il Valencia al 17° posto con 12 punti, gli stessi dello Sporting Gijon che ad oggi sarebbe la prima delle retrocesse.

Alla vigilia dell’importante gara contro la Real Sociedad, Prandelli si è lasciato andare ad un lungo sfogo. Nel mirino dell’allenatore italiano ci sono i suoi giocatori, rei a suo dire di non onorare la maglia che indossano. Prandelli ha dunque dato il suo aut aut: non esistono gerarchie, d’ora in avanti chi non dimostrerà attaccamento alla maglia e voglia di fare non metterà piede in campo.

LO SFOGO DI PRANDELLI IN CONFERENZA STAMPA

“Io oggi per la prima volta sono molto arrabbiato, sono molto deluso. Sto lavorando da due mesi con sacrificio, orgoglio, con la volontà di aiutare questa squadra a crescere. Io voglio vedere una squadra che abbia il carattere e l’attitudine di soffrire per la maglia. Io non ho mai parlato di mercato. Voglio capire chi rimane qui con la voglia di soffrire. Chi non ha quella voglia, chi non ha quell’attitudine, quel carattere, quell’amore per la maglia: fuori! Chi non è contento può andar fuori. Poi parleremo di mercato. Non è problema di moduli. È un problema di attitudine, di serietà e professionalità. È da due anni che questa società è così, non è questione di due mesi. E tutti stiamo lavorando per questa società. Non ci sono altre domande”.