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El Centenariazo, quando lo champagne gelato del Deportivo rovinò la festa del Real Madrid

I grandi stadi sono come dei musei, sono stati creati per ospitare eventi memorabili e irripetibili, soprattutto se a voler celebrare una mostra è il padrone di casa. Ma a volte a fare la festa sono gli invitati, come ben sanno al Santiago Bernabéu, che la notte del 6 marzo 2002 fu innaffiato dallo champagne gelato del Deportivo La Coruña che si impose per 2 a 1 nella finalissima di Coppa del Re, una scusa per commemorare i 100 anni di storia del club madrileno. Era stato proprio Florentino Pérez ad insistere con la Federazione affinché l’atto conclusivo della Coppa si celebrasse nello stadio del Real nel giorno in cui la società avrebbe spento le candeline per la centesima volta. Ma alla fine a mangiare la torta fu il Deportivo, l’invitato che solo due anni prima aveva avuto la presunzione di vincere la Liga dopo aver umiliato i blancos per 5 a 2 al Riazor, con Djalminha in versione stellare. Quella notte al Bernabéu fu diverso, ma più doloroso per gli uomini allora allenati da Vicente del Bosque.

L’urlo dei 20mila

Javier Irureta, allenatore di quel Superdepor capace di fare la festa anche a uno dei migliori Milan di sempre, ricorda bene l’arrivo allo stadio quella sera: “La gente di Madrid era tranquilla, era davvero la loro festa. Ma appena arrivammo nei pressi dello stadio notammo che a colorare l’ambiente erano i nostri tifosi, arrivati fin lì da La Coruña. Sugli spalti sarebbero stati 20mila e il loro urlo sarebbe stato più forte del resto dello stadio, che restò ammutolito fin da subito”. Il suono delle gaitas, le cornamuse galiziane, animò fortemente i calciatori del Depor, che scesero in campo leggeri ma motivati. Una combinazione tra Valerón, Tristán e Sergio mandava quest’ultimo in gol al 6 minuto in quello che era una sorta di jab a freddo, che  tramortì duramente i padroni di casa, che andavano a tappeto mezz’ora più tardi, dopo il raddoppio di Tristán. A poco serví il gol di Raúl al 58esimo.

El Centenariazo

Quella notte era il Depor a fare la voce grossa e la squadra che due mesi dopo sarebbe stata campione d’Europa per la nona volta nella sua storia fu ammutolita dal suo delle gaitas. Il Real aveva ospitato il Depor per suonargliele e invece erano stati gli uomini di Irureta a intonare la melodia vincente. Una notte di festa già annunciata assunse i connotati di una debacle storia, che prese il nome di Centenariazo, un termine con il quale ancora oggi si ricorda l’exploit del Deportivo al Bernabéu. La memoria storica è implacabile, anche nel calcio, e chissà se stanotte a Zinedine Zidane non si accapponerà la pelle sapendo che un’eventuale sconfitta gli impedirebbe di raggiungere il record di 34 partite consecutive senza perdere di Beenhakker sulla panchina del Real. Perché lui, il francese, la notte del 6 marzo 2002, era in campo, impotente.