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AMED SK-Fenerbahce non poteva essere una semplice partita di calcio. Ed infatti non lo è stata. In Turchia ormai è il caos più totale.

Continua ad imperversare il caos in Turchia. Dopo l’attentato di sabato scorso nello stadio del Besiktas, si registra ora un altro grave episodio. Tutto è successo nella partita di Coppa di Turchia nel match fra l’AMED SK ed il Fenerbahçe. Quest’ultima ha la propria base nella capitale, Istanbul, mentre i padroni di casa rappresentano la minoranza curda. Inutile specificare che le tensioni sono nate per motivazioni di tipo politico. A quanto pare tre giocatori dell’AMED sarebbero stati aggrediti da circa venti poliziotti presenti allo stadio. Il tutto nonostante si fossero qualificati come tesserati della società di stanza a Diyarbakir. Il club del Kurdistan è ovviamente poco amato in Turchia per via degli storici contrasti etnici che imperversano con la più nutrita popolazione turca, per l’appunto. Anche sul web l’AMED è osteggiato per i messaggi che è solito postare sui propri canali web ufficiali. Ogni volta la vittoria viene dedicata a chi combatte in nome del proprio popolo. Addirittura circa 30 tifosi sono stati arrestati per aver intonato dei semplici cori allo stadio contro delle stragi di bambini che sarebbero state perpetrate in passato dalle autorità governative di Istanbul contro la loro etnia. Niente di violento, soltanto puro e semplice dissenso che però nella Turchia di oggi non trova posto. E le cose con il fallito golpe contro Erdogan dello scorso mese di luglio, non stanno che peggiorando.

Cose turche

Deniz Naki, calciatore dell’AMED SK, ha dichiarato: “Siamo fieri di essere un piccolo spiraglio di luce per la nostra gente in difficoltà. Come Amedspor, non ci siamo sottomessi e non ci sottometteremo. Lunga vita alla libertà”. Parole che sono state punite con una squalifica di ben 12 giornate. Intanto il club curdo ha fatto sapere di aver presentato una denuncia formale. L’augurio da parte della società è che i poliziotti che si sono resi responsabili di questo atto di inciviltà vengano puniti. Anche se non ci contano.

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