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Patrik Schick, il nuovo che avanza

Patrick Schick
Patrik Schick, classe 1996, è certamente l'uomo del momento in casa Sampdoria dopo le 3 reti realizzate nelle ultime 3 partite di campionato Fonte - Lapresse

Sampdoria Schick sorpresa – Tre settimane ad alta velocità per l’attaccante blucerchiato

Un mese da favola con affaccio su un futuro da protagonista e un presente tutto da vivere. Impossibile continuare a far finta di niente. Anche per chi ha giustamente puntato su un inserimento graduale e senza traumi di sorta, optando per un atterraggio morbido nell’universo della serie A. Un apprendistato necessario per studiare un nuovo tipo di calcio e dimostrare di aver imparato a memoria il copione da recitare. Patrik Schick, attaccante ceco classe ’96, è diventato grande all’improvviso, riuscendo a capitalizzare i pochi minuti a sua disposizione fino ad insinuare un dubbio sempre più pressante nella mente del proprio allenatore. Quel che resta di tre settimane vissute ad alta velocità, è certamente la netta sensazione di trovarsi di fronte ad potenziale futuro crack nel ruolo di punta moderna. Esattamente come lo descrivevano osservatori e addetti ai lavori prima che la Sampdoria riuscisse a portarlo in Italia.

Salto di qualità

Un blitz da 4 milioni di euro quello compiuto dal ds doriano Carlo Osti, in grado di anticipare la folta concorrenza dei maggiori club europei. Tutti sono stati rapiti dall’eleganza e dal talento del lungagnone rampante (187 centimetri per 73 kg). Nessun dubbio, a inizio stagione Schick partiva come quarto attaccante nelle consolidate gerarchie di Marco Giampaolo, con l’assortita coppia Muriel-Quagliarella chiamata capitalizzare la grande mole di gioco prodotta dalla squadra. Dietro di loro, ecco il croato Budimir, reduce dall’exploit con il Crotone l’anno precedente, che in tanti credevano in grado di confermarsi anche nella massima serie e insidiare alla lunga la titolarità del duo offensivo. In pochi avrebbero immaginato che a dicembre, con il mercato di gennaio alle porte, Schick potesse riuscire a proporsi come reale alternativa, anche se soltanto a partita in corso. Micidiale nel riuscire a calarsi immediatamente nel vivo del match, implacabile sotto porta, dove dal 30 novembre ad oggi ha realizzato 5 reti, tutte tra l’altro di ottima fattura. Classe e personalità da vendere, unite a quell’aura da predestinato che lascia ben sperare dirigenza e tifosi. 278’ disputati in campionato, soltanto una volta dall’inizio (allo Juventus Stadium contro la Juventus), e 4 gol, cui va aggiunta la doppietta al Cagliari in Coppa Italia. A brillare nel non esaltante momento di forma della Samp (una sola vittoria nelle ultime 4 gare) è senz’altro l’ex attaccante del Bohemians 1905, club della massima divisione ceca, cui lo Sparta Praga aveva girato in prestito il promettente talento di casa durante la scorsa stagione. Non esattamente un bomber nato, almeno analizzando numeri e cifre di una carriera ancora agli albori.

Futuro da protagonista

“Penso che ci sono dei calciatori che siano in grado di subentrare e far male. Schick è un giocatore che diventerà forte e ha dei numeri. Lui se continua così si ritaglierà il suo spazio”. Invidiato da qualche collega meno fortunato in questo senso, Marco Giampaolo si gode l’abbondanza di scelte in avanti e medita, chissà, di lanciare dal 1’ Schick in luogo di Quagliarella, apparso appannato nelle ultime uscite. Il processo di crescita che ogni giovane calciatore, per di più straniero, deve affrontare per metabolizzare modi e ritmi del nostro campionato sembra quasi completato. La gara interna con l’Udinese potrebbe essere quella buona, ma l’impressione è che per il tecnico pescarese, più che gol e giocate, conteranno voglia e atteggiamento, qualità imprescindibili per un professionista. Ancora da forgiare nel fisico e nella capacità di difendere palla spalle alla porta con l’obiettivo di dare respiro alla manovra, Schick predilige agire da prima punta, costantemente alla ricerca del tiro in porta e del dribbling nei confronti del diretto avversario. In questo senso le remore del tecnico doriano, che gli aveva concesso una maglia da titolare proprio in occasione di un match proibitivo sul campo della prima della classe, appaiono giustificate e volte a proseguire nel percorso intrapreso sulla via della piena maturazione tecnico-tattica.