Ranocchia, l’importanza di non essere capitano

Ranocchia, l’importanza di non essere capitano

Ranocchia fascia Inter – Non è più capitano dei nerazzurri, ma il 28enne centrale di Assisi sente ancora di esserlo.

Andrea Ranocchia parla della perduta fascia di capitano dell’Inter e lo fa con filosofia. Letteralmente. “Si è capitani tutti i giorni. E non solo quando hai un pezzo di stoffa sul braccio. Quella è soltanto una cosa simbolica. Personalmente la vivo meglio di prima la mia carriera, ed anche questa cosa non mi pesa”. Queste le dichiarazioni rilasciate dal difensore centrale nerazzurro all’ANSA. Ranocchia era stato preso in considerazione da Stefano Pioli dopo l’arrivo di quest’ultimo sulla panchina dell’Inter. Con l’ex tecnico della Lazio, Ranocchia era riuscito a scalzare Jaison Murillo dall’undici titolare. Ma anche a causa di un infortunio, la sua nuova affermazione in casa nerazzurra lo ha fatto ripiombare nel dimenticatoio.

E per lui si sta verificando un altro periodo dal quale sarà necessario rialzarsi. Ranocchia ha anche aggiunto altre dichiarazioni. “La fascia di capitano mi fu tolta per essere affidata ad Icardi. Venivo da una stagione decisamente negativa, nella quale subii feroci attacchi da parte di tutti. Eppure sono ancora qua, le critiche non mi abbattono. Davvero, sto meglio di prima. La fascia di capitano è soltanto una cosa simbolica, ciò che conta è dentro di te. Ed io sono consapevole di essere un giocatore che per l’Inter dà tutto se stesso”.

Meno parole, più lavoro

“Il nostro obiettivo – prosegue Ranocchia – è agguantare un posto Champions. E’ una cosa ancora possibile e nella quale crediamo. Il campionato è lungo e la classifica è corta. Ce la possiamo fare. Con Pioli poi abbiamo cominciato ad ingranare, lui è un allenatore preparato ed esperto. Anche la forma fisica di parecchi miei compagni sta migliorando. Il futuro sorriderà all’Inter. Gabigol? Per giocare deve guadagnarsi il posto lavorando duramente, le chiacchiere stanno a zero”. Di recente il procuratore del brasiliano aveva manifestato tutto il proprio malumore per il costante non-impiego del giovane attaccante verdeoro.