Fabio Pisacane e il favoloso mondo dei fratelli Grimm

Fabio Pisacane e il favoloso mondo dei fratelli Grimm

Pisacane favola – Come i fratelli Grimm, il calciatore del Cagliari ha scritto una favola. Da raccontare ai bambini per insegnargli la forza dei sogni

Il celebre quotidiano inglese The Guardian ha insignito Fabio Pisacane del premio di Giocatore dell’anno, dando la seguente motivazione: “per la sua straordinaria determinazione a raggiungere la serie A dopo aver sofferto della sindrome di Guillain-Barrè all’età di 14 anni”. Un premio che per una volta non viene assegnato al miglior calciatore al mondo a livello tecnico, ma ad un ragazzo semplice che con la sua forza di volontà ha realizzato il suo sogno dando una speranza ad tutti i bimbi che sognano di calcare un campo di serie A. La storia di Pisacane è come una favola dei fratelli Grimm: inizia con una grande prospettiva nel futuro, che poi invece si complica a tal punto da sembrare impossibile un lieto fine. Ma il nostro eroe riesce a raggiungerlo contro ogni aspettativa e vissero tutti felici e contenti.

Fabio Pisacane e la strega chiamata Guillain-Barrè

C’era una volta un ragazzino di nome Fabio All’età di 14 anni, viene scoperto dal Genoa che lo ingaggia per fare ciò che più gli piace al mondo: giocare a calcio. Da quel momento le ambizioni del bambino iniziano a rimbalzare come quel pallone a cui sta sempre dietro.Giocare in Serie A. Vestire la maglia della Nazionale. Vincere più trofei possibile. Ma un giorno, quelle ambizioni fanno un rimbalzo sbagliato e impattano contro una finestra infrangendo il sogno del ragazzino. Al suo risveglio, Fabio Pisacane non riesce più a muovere il suo corpo perché è paralizzato dalla testa ai piedi. I suoi genitori corrono subito ai ripari chiamando una sfilza di specialisti per cercare di capire quale diavolo di incantesimo avesse immobilizzato Fabio. E dopo svariati controlli, ecco finalmente scoperto il nome del maleficio che lo aveva colpito: Sindrome di Guillain-Barrè.

Il responso dei medici è straziante e lascia poco spazio alla speranza. Nella maggior parte dei casi quella sindrome porta alla morte,  Fabio però è già fuori pericolo. Ma per quanto riguarda il suo sogno, giocare a calcio, non ci sono speranze. La carriera del giovanissimo Fabio Pisacane è finita proprio quando sembrava appena incominciata. Tuttavia nelle favole succede sempre qualcosa di miracoloso per cui l’impossibile diventa possibile. Magari con una spruzzata di polvere di stelle che infonde a ciò che tocca la capacità di volare, oppure con una valanga di forza di volontà e un cuore grande che danno la capacità ad un ragazzino malato di tornare a giocare a calcio.

Da impossibile a possibile

All’età di 18 anni Fabio Pisacane è ancora sui campi da gioco, con addosso la maglia del Genoa e la forza di chi ha superato la sfida più difficile, quella della vita. Negli anni seguenti Pisacane girovaga in diverse squadre tra Lega Pro e Serie B fino ad approdare nel Lumezzane. Qui conosce un lucignolo di nome Giorgio Buffone che vorrebbe introdurlo ad un paese dei balocchi, offrendogli 50 mila euro per far vincere la propria squadra (il Ravenna) contro il Lumezzane. Ma Fabio Pisacane, anche se non più giovanissimo, è ancora quel bambino che inseguiva il pallone senza cercare scorciatoie, solo con le sue gambe. Così, insieme ad un suo compagno di squadra, denuncia il tentativo di corruzione facendo arrestare Buffone.

Per questo incredibile gesto di lealtà viene nominato ambasciatore UEFA e viene chiamato da Prandelli al ritiro della Nazionale Italiana prima di Euro 2012. Uno dei sogni di quel bambino è realizzato: vestire la maglia azzurra. Le tre stagioni successive sono di grande crescita a livello calcistico: prima conquistando l’approdo in serie B con la Ternana e poi con due emozionanti stagioni all’Avellino. Ed ecco che nell’estate del 2015 arriva una chiamata importante: il Cagliari. La squadra sarda è la favorita del campionato di B e infatti non delude le aspettative e vince il campionato cadetto. Il grande sogno di Fabio Pisacane si avvicina. La Serie A si avvicina.

Nei mesi estivi che precedono la stagione Fabio Pisacane si allena con un solo pensiero in testa: l’esordio in Serie A. E tutto il suo impegno viene premiato. Il 18 settembre durante Cagliari-Atalanta Fabio fa il suo ingresso in campo. Il suo sogno più grande è finalmente realizzato e intervistato in diretta TV scoppia in un pianto liberatorio. A 30 anni, quel ragazzino che inseguiva i suoi sogni dietro ad un pallone è riuscito a trasformare l’impossibile in possibile. Come in una favola dei fratelli Grimm.

di Riccardo Meloni