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Montolivo domande tifosi – Il capitano del Milan risponde alle domande dei suoi supporters.

Il capitano del Milan Riccardo Montolivo è ancora fermo ai box per un infortunio, l’ennesimo della sua sfortunata carriera. Il ragazzo ha però avuto modo di alzare il suo primo importante trofeo in Supercoppa Italiana, insieme all’altro capitano in campo, Ignazio Abate. Il suo ritorno dista ancora del tempo ma, nel frattempo, l’ex Fiorentina ha voluto cimentarsi tramite l’account ufficiale Twitter della società rossonera in una sessione di Q&A con i tifosi del Milan
Tramite l’hashtag #AskMontolivo, sono state poste svariate domande al centrocampista. In primis, Montolivo ha spiegato il perché del numero 18: “Ho scelto questo numero perché è legato alla mia data di nascita. Per questo nelle tre squadre in cui ho giocato, ovvero Atalanta, Fiorentina e Milan, l’ho preso. Anche perché l’ho trovato sempre libero, quindi evidentemente era destino…”.
Il traguardo della Serie A non è stato di certo facile da raggiungere: “Per arrivare fino a qui ho faticato tanto. Da ragazzino devi fare tanti sacrifici per raggiungere questi livelli. Guardandoli adesso ti rendi conto di averli fatti volentieri, ma in quel momento fai fatica a rinunciare a certe cose. Soprattutto lasciare gli amici è stata dura. Ma rifarei tutto”.

Momenti difficili

A Montolivo viene poi chiesto qual è stato il momento più difficile vissuto da calciatore. “Sicuramente l’infortunio prima del Mondiale 2014. Mi ruppi la tibia contro l’Irlanda, tre giorni prima di partire. Fu una bella botta, sia fisicamente che psicologicamente. Però devo dire che l’ho superata bene”, spiega.

Da padre di famiglia, la nascita della sua bambina viene ovviamente considerata una benedizione: “Un’emozione fantastica, un momento indimenticabile, il coronamento della storia con mia moglie. Una gioia immensa”. A chi gli chiede se sia mai stato in un club paragonabile sotto qualche aspetto al Milan, Montolivo risponde con fermezza: “Qui c’è un’atmosfera particolare che non ho trovato in altre squadre. Devo però essere sincero: l’Atalanta ha un posto speciale nel mio cuore perché ho fatto il settore giovanile. Anche a Firenze mi sono trovato molto bene. Però qui c’è un’atmosfera mai trovata altrove”.

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