lunedì, Novembre 29, 2021

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Inter, il bilancio di Icardi: Mancini, De Boer e l’autobiografia

Inter Icardi Mancini De Boer – Il racconto del capitano nerazzurro sulla stagione

È stata un anno travagliato e complicato quello dell’Inter e del suo capitano Mauro Icardi. Una stagione iniziata da primi in classifica e finita con una piccola ripresa dopo un periodo molto difficile. Dall’ottimo inizio, all’addio di Mancini, passando per De Boer e Vecchi, Maurito Icardi ha ripercorso tutte le tappe della sua annata in nerazzurro. La partenza altalenante di inizio anno è la metafora perfetta dell’Inter del 2016: una squadra capace di sfiorare l’impresa in Coppa Italia con la Juventus, ma di uscire malamente da un modesto girone di Europa League. In mezzo tutti gli scossoni che ha subito la panchina interista e le voci di mercato che hanno riguardato molto da vicino il capitano dell’Inter. Tutte situazioni che hanno influito sull’andamento della squadra e nella mente dei calciatori, che oggi, a detta di Icardi, sembrano aver trovato un punto di equilibrio con Pioli: “Si è messo subito al lavoro per cambiare, per dare la svolta, non c’erano risultati e ci ha provato. Ci sta riuscendo pian piano, sta facendo una squadra più compatta”.

Allenatori

Mancini avrebbe dovuto guidare l’Inter per farla tornare a vincere. Questo sarebbe dovuto essere il progetto iniziale, ma non si era tenuto conto delle divergenze e delle inaspettate difficoltà. Per Icardi, però, è stato un ottimo insegnante, soprattutto a livello tattico: “Mancini l’ho avuto un anno e mezzo quasi, è stato quello che m’ha fatto cambiare il modo di giocare. Parlavamo tanto con Mancini, mi chiedeva tante cose che vedeva che potevo fare meglio”. Con l’allenatore italiano si era creato un ottimo rapporto, così come con Frank De Boer, penalizzato troppo dai risultati e dalle prestazioni: “Avevo un ottimo rapporto, parlavamo tantissimo, parlava spagnolo. C’ha provato a fare tante cose, tanti cambiamenti dentro la società e dentro la squadra per provare a portare l’Inter dove deve essere e merita di essere sempre. Ma c’era la difficoltà che era un allenatore straniero e non conosceva tanto il calcio italiano. Ma lui ha fatto tante lezioni di italiano, parlava faccia a faccia con tutti e parlava in italiano. Ma poi comandano i risultati e la società ha deciso di mandarlo via”.

L’estate ed il libro

L’estate di Mauro Icardi è stata molto calda. L’interesse del Napoli ha acceso malumori nella piazza milanese vista la possibilità che l’argentino non sembrava disdegnare. Tutto normale per il numero 9 dell’Inter: “È stato un periodo in cui ero sereno e tranquillo, facevo quello che dovevo fare. Eravamo in ritiro, ho fatto un buon ritiro. Ho parlato con Mancini, lui mi chiedeva e io gli spiegavo. Per me è stato tutto molto normale, sono una persona tranquilla in questo senso. Da tutte le parti si parlava di me, di mercato e di tutto. Ma poi per quello ho Wanda, che fa la mia agente. Era lei a parlare con la società e i giornalisti. Alla fine ci siamo messi tutti d’accordo con la società, con Piero Ausilio e con tutti”. Malumori che poi si sono riaccesi con la pubblicazione della famosa autobiografia: “Abbiamo discusso per queste frasi scritte nel libro, abbiamo parlato e faremo i cambiamenti giusti perché sia una cosa fatta bene. E’ stato un malinteso da parte di tutti, io ho fatto il mio racconto e si è interpretato male quello che si è detto. Il libro poi è andato bene, è stato un po’ raccontare il Mauro Icardi fuori dal calcio e la vita privata. La gente mi vede in tv ma su un campo da calcio”.

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