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Il Fenomeno Ronaldo saluta il pubblico di San Siro FOTO@inter.it

Ibra sceglie il suo fenomeno, Ronaldo un gradino sopra gli altri

Ronaldo vs Cristiano. Il Fenomeno contro CR7. Spesso la critica si è spaccata su questo confronto tra due dei calciatori più forti di ogni epoca. Quel nome che irrimediabilmente li pone uno al fianco dell’altro. Anni diversi per un calcio diverso, e probabilmente anche la differenza dei ruoli che rende ancor più difficile il paragone. Chi invece non ha dubbi è il solito Zlatan Ibrahimovic. Lo svedese incorona il vero Fenomeno.

Assi a confronto

Mettere a confronto i grandi campioni del presente e del passato è un’operazione sempre accattivante. Quando a farlo è uno come Zlatan Ibrahimovic allora l’eco che ne deriva può diventare enorme. Il fuoriclasse svedese non ha mai nascosto la sua profonda ammirazione per Ronaldo il Fenomeno. Il brasiliano era l’idolo di Zlatan, come tanti altri ragazzi cresciuti negli anni 90’.

La carriera del Fenomeno è una delle più belle e vincenti della storia del calcio. Un marziano che ha riscritto completamente le regole del calcio, portando il gioco ad una velocità e ad una forza mai visti prima. In un’intervista rilasciata a Espn Brasil Ibra ha messo a confronto tre campioni come Ronaldo, Ronaldinho e Cristiano.

Un solo fenomeno

La venerazione per Ronaldo: “Per me è stato un esempio di quello che è il calcio. Tutto quello che faceva era davvero straordinario: come dribblava, come correva, come segnava. Era un vero e proprio Fenomeno”

“Quello che ha fatto lui, penso che nessun altro sarà mai in grado di farlo, perché lui era naturale, non era “costruito”. Ronaldo non si è fatto, è nato per questo e si tratta di qualcosa per il quale non ti può allenare. Come Ronaldo non ci si diventa, ci si nasce. È davvero unico”.

La differenza con CR7

Parlando del brasiliano, Ibrahimovic si è espresso anche sulle qualità del Ronaldo portoghese. Ovviamente senza mezza termini: “Il suo non è un talento naturale ma il frutto di molto lavoro”. Non una critica, ma sicuramente un parere che pone CR7 un gradino più in basso risetto all’idolo brasiliano.

Finale dedicato invece a Ronaldinho, compagno di squadra al Milan: “Anche lui era fenomenale. Quando giocavamo insieme non era già più ai suoi giorni migliori, ma era comunque bellissimo vederlo in campo: dribblando velocemente con quei capelli disordinati. Faceva sembrare gli altri giocatori dei bambini rispetto a lui”.