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Cesare Prandelli dice addio al Valencia - Fonte: Onda Deportiva
Cesare Prandelli dice addio al Valencia - Fonte: Onda Deportiva

Prandelli addio Valencia – Doveva arrivare Zaza.

Cinque sconfitte, tre pareggi e una sola vittoria contro il Gijon. Questo il ruolino terribile che è costato la panchina a Cesare Prandelli, l’ex Commissario Tecnico azzurro che appena 24 ore fa ha lasciato la panchina del Valencia, non senza qualche trambusto. Alla base di tutto le tante incomprensioni tra la società e il tecnico che – almeno a suo dire – avrebbe chiesto rinforzi, prima assicurati, successivamente mai arrivati.

A rispondere a Prandelli ci ha pensato il direttore sportivo dei Pipistrelli, Jesús García Pitarch: “Prandelli non ci ha mai dato nomi per rafforzare la squadra. Solo ieri, appena prima di rassegnare le dimissioni, mi ha chiesto cinque acquisti senza specificare alcun nome: un attaccante, due centrocampisti e un esterno sinistro, più un centrale dopo l’infortunio di Mangala. Obi Mikel e Zaza sarebbero punti arrivare, ma lui doveva sceglierne uno e ci ha chiesto 24 ore per farlo”.

Conferenza stampa Prandelli

Quest’oggi è stato proprio l’ex tecnico del Parma e della Fiorentina a dire la sua sulla questione, convocando una conferenza stampa: “Sono emozionato e davvero molto triste. Era un impegno difficile e io non sono stato in grado di portarlo a termine”. Poi subito si rivolge ai comparti societari, alle promesse fatte e non mantenute: “Accettai l’incarico qui a Valencia perché mi dissero che volevano migliorare la rosa, avevano un progetto serio. Mi chiesero se volevo dei giocatori e io risposi di sì. Primo tra tutti Zaza”.

“Mi dissero che Suso stava cercando di comprare Zaza, ma dovevo parlare con lui perché aveva dei dubbi. Io parlai con Simone e mi disse che sarebbe stato contento di venire qua. Dissi a Suso di chiudere l’affare in fretta perché avevamo bisogno di giocatori con carattere e senza paura. Poi con mia grande sorpresa, prima di iniziare le vacanze mi sono reso conto che Zaza non era stato ancora acquistato”.

“Layhoon mi disse che non avevano a disposizione i fondi per comprare quattro giocatori. Dissi a Suso che non stavo alle sue condizioni e lui rispose che se mi fossi dimesso le avrebbe date anche lui”. Spiega Prandelli, che però non lascia in disparte i suoi fan: “Ho chiesto di potermi lasciare una porta aperta dietro di me, per non mollare i miei supporter. Purtroppo qua ci sono dirigenti che sono fatti solo e soltanto ‘di numeri’. Il calcio però è uno sport di sentimenti”.

Poi la chiosa finale: “Questa squadra ti entra nel cuore. Chiedo alla gente di aiutare le persone che entreranno nel Mestalla con addosso la casacca del Valencia. Questi ragazzi giovani hanno bisogno di persone che gli vogliono bene, potete e dovete criticare ma dovete dare una mano a questi ragazzi. Non ho fatto io la squadra e non voglio entrare in polemiche, penso di aver detto tutto o quasi”.

Stefano Mastini  

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