martedì, Dicembre 7, 2021

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Non solo Pisacane: quando il calcio è una lotta per la vita

Ricchi, giovani, immortali ma uomini. L’elenco di calciatori che hanno affrontato e sconfitto una malattia è lungo.

Il premio a Pisacane è la nemesi per chi ha sofferto ma vinto e un omaggio a chi non ha mai mollato. In tempo di auguri, solidarietà e buoni propositi, non è un caso se la salute è spesso al primo posto nella lista dei desideri. Lo sanno bene i comuni mortali, lo sa benissimo chi, con la malattia, ha dovuto farci i conti. Sarà per quel cognome dal sapore rivoluzionario, sta di fatto che Fabio Pisacane la sua battaglia l’ha vinta.

La prima a 14 anni, contro la sindrome di Guillain-Barrè, una paralisi progressiva degli arti. La seconda qualche anno dopo, quando, durante la militanza nel Lumezzane, denuncia un tentativo di combine nel match contro il Ravenna. É il 2011 e lo scandalo scommesse investirà tutto il mondo del calcio. Eroe silenzioso Un percorso premiato dal quotidiano inglese “The Guardian” che ha nominato il difensore del Cagliari, debuttante in serie A, “Giocatore dell’anno”.

Un riconoscimento non voluto, non cercato ma meritato. Un premio simbolico che forse, inizialmente, avrà riportato alla mente cattivi pensieri a qualcuno, spazzati però subito via. Perché la lista dei calciatori che hanno dovuto combattere un nemico dall’interno è lunga, come, per fortuna, lo sono gli happy ending.

UNA SFILZA DI GUERRIERI

Mali estremi, estreme rivincite. In principio fu Nwankwo Kanu, l’attaccante nigeriano diventato una stella dell’Arsenal in Inghilterra non prima di essere passato in Italia, all’Inter precisamente. Qui i medici gli diagnosticano una malformazione della valvola aortica, curata dallo staff nerazzurro. Due Premier League e una FA Cup con gol decisivi possono bastare per testimoniarne la guarigione.

Josè Francisco Molina: nomi e cognome che non diranno nulla ai più giovani, qualcosa agli storici milanisti. Nel 2004 il portiere spagnolo guida il Deportivo la Coruña alla storica rimonta contro il Milan di Ancelotti. Secco 4-0 e addio semifinale di Champions. Un’impresa da nulla, forse, dopo aver sconfitto un tumore ai testicoli nel 2001.

Così come Francesco Acerbi e Jonas Gutierrez. Al primo il male viene diagnosticato nel 2013, appena approdato al Sassuolo, squadra di cui è ormai una colonna.Nello stesso anno, anche all’argentino viene riscontrato lo stesso problema. Il destino, che spesso è incomprensibile, a volte sembra seminare ostacoli per rendere unico il trionfo. È il 24 maggio 2015 quando Jonas, tornato in campo a marzo, segna nello scontro salvezza contro il West Ham. A fine stagione sarà addio, non solo al Newcastle ma anche alle sofferenze.

Altri esempi famosi sono quelli di Eric Abidal, Arjen Robben Nenad Krsticic, Biabiany, il portiere della Roma Alexander Doni, Antonio Cassano, Gennaro Gattuso e tanti altri. Un esercito di guerrieri che, proprio perché ha combattuto, sa cosa significa una guerra. Soprattutto se qualche generale non ce l’ha fatta ma, nonostante ciò, ha tenuto testa fino all’ultimo alla “stronza”. Quel condottiero era Stefano Borgonovo.

Luca Villari

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