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Bacca Lapadula Milan Cagliari
Fonte: Twitter @acmilan

Bacca-Lapdula, una coppia che sembrava destinata a non formarsi mai, ma che nel finale di Milan-Cagliari ha dimostrato di poter dare soddisfazioni a Montella.

In principio l’uno escludeva l’altro, poi l’altro è arrivato a tanto così dal costringere il primo a fare i bagagli e cambiare aria. La verità è sì che Carlos Bacca e Gianluca Lapadula non si sono incontrati praticamente mai, ma la causa principale sono è stata una serie di sfortunati eventi. Arrivato già infortunato Lapadula, infortunatosi poi Bacca, ma ad ogni modo il primo Milan di Montella non ha mai contemplato l’impiego simultaneo dei due dal primo minuto come scelta base.

I minuti finali di Milan-Cagliari tuttavia potrebbero riscrivere un copione che sembrava già accettato in vista della seconda parte di stagione. Bacca e Lapadula insieme? Funzionano. In determinate occasioni, certo, ma funzionano.

MILAN-CAGLIARI INSEGNA

Tra alti e bassi, il Milan di Montella si distingue dagli antesignani delle ultime travagliate stagioni per la sua identità tecnica e tattica. Dopo anni di calcio nervoso e approssimato, i sostenitori del Diavolo possono finalmente pronunciare la famosa frase: “Si vede la mano dell’allenatore”. La bravura di Montella è stata tutta nell’aver adattato il proprio calcio e le proprie idee ai calciatori a disposizione e non viceversa, come gli ha insegnato l’infelice parentesi genovese della passata stagione.

Proprio questa capacità del tecnico campano apre un ventaglio pressocchè infinito di soluzioni per il Milan, chiamato a correggere alcuni difetti congeniti mai del tutto scomparsi, ma soltanto meglio celati. E’ un dato di fatto per esempio che il Milan di Montella faccia una fatica tremenda a sbloccare partite che lo vedono opposto ad avversari arroccati nei pressi della propria area di rigore.

Milan-Cagliari in tal senso è stato l’emblema della sterilità offensiva rossonera in questo genere di gare. Un Cagliari ordinato e attento ha corso tutto sommato pochi pericoli, pochissimi considerando il proprio standard di peggior difesa del campionato e di squadra dal rendimento esterno da retrocessione. Quando San Siro però già borbottava, ansioso di vedere Gianluca Lapadula in campo al posto di Carlos Bacca, Montella ha sorpreso un po’ tutti optando per un finale a due punte. Il risultato gli ha dato pienamente ragione.

L’ISTINTO DI BACCA, LA FAME DI LAPADULA

Il girone d’andata del Milan ha certificato le difficoltà di Carlos Bacca nell’entrare in sintonia con il calcio di Montella. Per un centravanti puro come il colombiano, abituato a guardare la porta con gli occhi e non con la nuca, la partecipazione alla manovra rappresenta non soltanto un impiccio, ma un considerevole dispendio di energie fisiche e mentali. Decisamente meglio di lui ha fatto Lapadula che, mosso dalla voglia di spaccare il mondo che lo ha sempre accompagnato, ha sempre seguito alla lettera le indicazioni del mister.

Non è un caso che le migliori prestazioni del Milan siano coincise con la presenza in campo dal primo minuto dell’ex Pescara. Uno che pur di arrivare è disposto, ironia della sorte, a vendere l’anima al Diavolo. E proprio questa sua propensione al sacrificio potrebbe far comodo tanto a Montella quanto a Carlos Bacca, almeno sino alla prossima estate. Contro avversari chiusi, soprattutto in casa, il Milan con due punte dal primo minuto è un esperimento fattibile.

Con un Locatelli sempre in crescita e un guerriero come Kucka in mediana, Montella potrebbe, approfittando delle condizioni precarie di Niang, liberare l’estro di Bonaventura sulla fascia e spostare così la fonte di gioco laddove ha più qualità: le corsie esterne. Suso e Bonaventura ad ispirare, Bacca e Lapadula a finalizzare, Locatelli e Kucka a dare equilibrio. In determinate partite non sarebbe poi un’idea così folle.

GIANLUCA TENDE LA MANO

Dal canto suo, Gianluca Lapadula ha già fatto intendere che la soluzione gli è gradita. Ospite della Domenica Sportiva, l’ultimo capocannoniere della Serie B ha raccontato di essere disposto a giocare da seconda punta, che tra l’altro sarebbe anche il suo ruolo naturale.

Nasco come seconda punta, l’anno scorso per il primo anno ho fatto la prima punta, ad esempio a Teramo con Donnarumma facemmo benissimo. Io mi devo solo adattare a qualsiasi posizione. L’importante è avere nel repertorio più moduli, posso fare la prima punta e la seconda punta, addirittura ho fatto il trequartista qualche volta.

Massima disponibilità dal punto di vista tecnico, ma anche umano. Nonostante sia stato sino ad oggi il rivale da scalzare nel ruolo di centravanti, Lapadula apre le porte ad una coppia con Bacca. Uno che in fin dei conti lotta e vive per il goal quanto lui.

Per me è fondamentale l’atteggiamento prima ancora del goal, si parla sempre del dualismo con Carlos ma c’è stima reciproca e oggi l’abbiamo dimostrato.

Bacca-Lapadula è una coppia che si può fare. Una coppia che può fare il bene del Milan, di Montella e dello stesso bomber ex Siviglia. Lui, dato per sicuro partente già dalla scorsa estate, potrebbe trasformarsi nell’uomo simbolo del Milan al rientro in Europa. Ringraziando, per assurdo, l’uomo che per un attimo lo ha messo alla porta. Gianluca Lapadula