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Juventus- il ritorno di Lichtsteiner

Frenetico, caotico, inesauribile. Il modo di vivere la vita quotidiana è divenuto lo specchio della società moderna, costantemente alla ricerca del progresso, in barba alla vecchie e buone abitudini. Godere di un momento di relativa tranquillità all’interno del solito tram-tram è privilegio di pochi, certamente non dei pendolari, la cui giornata è scandita immancabilmente dalle lancette dell’orologio, elemento essenziale per non mancare gli appuntamenti che più contano. Autobus, tram, treni.

Chi viaggia per scelta o necessità, conosce fin troppo bene l’importanza che il vettore in questione riveste nel percorso verso il proprio luogo di lavoro. Efficienza, affidabilità ed efficacia sono le caratteristiche principali che ogni mezzo di trasporto dovrebbe presentare, in modo tale da non accumulare fastidiosi ritardi e creare disservizi che alla lunga porterebbero a  minare la credibilità dell’intero sistema. Prerogative che, nel caso di Stephan Lichtsteiner,  potremmo applicare anche al calcio, non soltanto quello fatto di classe e tecnica, ma soprattutto di costanza, lavoro e professionalità, con l’obiettivo di migliorarsi e tornare utili nonostante l’inesorabile avanzare dell’età.

Stephan Lichtsteiner - Fonte: Twitter @LichtsteinerOfic
Stephan Lichtsteiner è tra i punti fermi della Svizzera con cui dal 2006 ha totalizzato 88 presenze e 6 reti – Fonte: Twitter @LichtsteinerOfic

PUNTO FERMO

La corsa del pendolino svizzero, prossimo ormai ai trentatré anni, nell’universo bianconero era iniziata col botto e non accenna a fermarsi, seppur costellata da alcuni incidenti di percorso che hanno rischiato di causarne il deragliamento; Buffon, Barzagli, Bonucci, Chiellini, Lichtsteiner, Marchisio. In rigoroso ordine di ruolo, l’ossatura della squadra cinque volte campione d’Italia, è ancora la stessa e comprende evidentemente anche l’ex giocatore della Lazio, il club che l’aveva fatto esordire in A prelevandolo dai francesi del Lille.

Fortemente voluto da Antonio Conte perché particolarmente adatto al suo celebre 3-5-2, nel corso del quinquennio a Torino Lichtsteiner ha saputo modificare il modo di stare in campo, tanto da disimpegnarsi con efficacia sia nel ruolo di terzino puro sulla linea dei 4 difensori, che all’occorrenza come terzo centrale difensivo in uno schieramento a 3. Metamorfosi quest’ultima, figlia del grande lavoro di Allegri, volto a plasmare una squadra in grado di cambiare fisionomia anche a gara in corso, soddisfacendo così la svolta trasformista tanto in voga nei grandi club europei.

NUMERI

210 partite, 15 reti, 25 assist. Mai banale, tignoso, solido mentalmente, costante nel rendimento, professionista come pochi, cuore, polmoni e piedino niente male. Moto perpetuo spinto dai tanti cavalli di una locomotiva che appare inesauribile, capace di azzerare anche i dati anagrafici. Nell’azione del terzo gol bianconero nell’ultima gara interna con il Bologna, c’è riassunta l’essenza di Lichtsteiner: appoggio corto sul compagno meglio piazzato, movimento in profondità, progressione devastante, intelligenza calcistica nel vedere il movimento del centravanti pronto a ricevere palla in area di rigore, doti balistiche sopra la norma. Il tutto, senza mai perdere la lucidità dopo 60 metri di corsa forsennata.

EFFICIENZA SVIZZERA

Alzare l’asticella, senza perdere di efficacia. Questo l’obiettivo della dirigenza bianconera, sempre vigile sul mercato alla ricerca di profili da inserire all’interno di una scacchiere ben collaudato. In questo senso, l’innesto di un giocatore del calibro di Dani Alves avrebbe dovuto garantire un significativo salto di qualità alla rosa a disposizione di Allegri. Classe, qualità ed esperienza internazionale, hanno lasciato spazio a una fragilità fisica e un approccio al lavoro quotidiano sul campo non sempre imprescindibile da parte del brasiliano ex Barcellona, incappato suo malgrado nel grave infortunio al perone nel finale del match perso malamente dalla Juventus sul campo del Genoa.

ESCLUSIONE

Di qui, il ritorno in campo di Lichtsteiner, fino a quel momento utilizzato solo nelle gare “minori” per dare respiro al titolare del ruolo di esterno destro, escluso dalla lista Champions per “scelta tecnica”. Una mossa inaspettata, decisa a tavolino per far capire al fluidificante svizzero come l’aria attorno a lui fosse cambiata rispetto al passato, arrivata dopo il suo rifiuto a trasferirsi all’estero. “Sono legato alla Juventus fino al 2017 e fino a quel momento voglio combattere per portare al successo la mia squadra. So di essere stato escluso dalla lista per la Champions League, ma lotterò fino in fondo per difendere il mio posto”. Dichiarazioni inequivocabili che già all’epoca trovarono l’approvazione del tifo juventino, ancora più attuali oggi, dopo le ultime prestazioni in crescendo che hanno riportato alla mente il Lichtsteiner di una volta.

RINASCITA

Le presenze (12) e il minutaggio stagionale in campionato (877’) testimoniano l’immutata considerazione di staff tecnico e compagni verso uno dei simboli del gruppo vincente di questi anni, meno appariscente di Dani Alves ma, a conti fatti, decisamente più affidabile.  Da alternativa di lusso, di spessore internazionale e sostanza da “provinciale”, a irrinunciabile, il mondo di Lichtsteiner sembra essersi capovolto. Restyling innovativo su una base ben consolidata: il treno è tornato a correre, per la gioia dei pendolari.