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Joe Hart - Torino
Joe Hart - Torino

I primi 6 mesi in Italia per Joe Hart  sono stati “sorprendenti” e i giocatori che lo hanno colpito di più sono Belotti e Donnarumma, ma  il suo futuro è ancora incerto.

Joe Hart si racconta a tutto tondo sulle pagine della “Gazzetta dello Sport” e parla dei suoi primi sei mesi all’italiana: “Vivo bene in una bella città, gioco in una squadra con gente e tifosi fantastici e ogni giorno imparo qualcosa di nuovo. Non solo nel calcio”. Torino ha ormai conquistato un posto nel cuore del portiere inglese che con l’italiano sta facendo progressi, anche se ci sono ancora un po’ di difficoltà: “Capisco più di quello che riesco a dire, ma comunque riesco a guidare la squadra in campo e Google translate non lo uso più, l’ho promesso”.  

Impressionato dalla Serie A

Le differenze tra Premier League e Serie A ci sono e sono piuttosto marcate, però Joe Hart si dice comunque colpito dal calcio italiano: “Il livello della Serie A è impressionante: in generale, non solo dei portieri”. E tra tutti i portieri, quello che lo ha stupito più di tutti non è Gigi Buffon ma Gigio Donnarumma: “Mi impressiona: full stop, nulla da aggiungere. Ovvero: stupisce lui, non il fatto che abbia appena 17 anni. Quello, semmai, aggiunge fascino. Si vede che è al top perché si allena al top: l’età potrà solo farlo diventare migliore, ma è come se avesse già una grande storia alle spalle”. Come dargli torto?

L’esperienza calcistica in Italia per Hart, però, ha solamente una parola con cui può essere associata, “Torino“. E nel suo Toro ci sono due giocatori di cui il portierone di proprietà del City si è perdutamente innamorato, il primo è l’inimitabile Gallo Belotti: “Andrea è simile a tutti i grandi attaccanti, inglesi e non inglesi. Paragone difficile perché è una punta speciale: lui è Belotti, e basta. Di Belotti fa paura l’istinto per il gol, la sua personalità e il fatto di essere un team player: quanto ha sempre in testa la squadra e quanto lavora duro per aiutarla”. Parole d’amore per il nuovo grande centravanti della Nazionale. L’altro granata che più lo ha stupito è il fantasista Adem Ljajic: “Amo il talento di Adem: sei sorpreso se non segna o non fa un assist, e questo è complimento”. 

Futuro incerto con un occhio verso la Premier

Il presente di Joe Hart è il Torino, ma per quanto riguarda il suo futuro  c’è ancora molta incertezza: “Oggi ho in testa solo il Toro perché il mio unico focus è su oggi: al massimo penso alla partita di domani con il Milan. Non è per non rispondere: io ragiono solo così, davvero. Contrattualmente sono del City, il resto si capirà la prossima estate: stop“. L’unica sicurezza di Hart è che tutto il suo impegno sarà improntato per rendere questa stagione ancora più importante: “Questa estate ho definito quest’esperienza eccitante, ora la definirei sorprendente. Ma ora manca il passaggio successivo: rendere questa stagione un successo”.

In questi mesi però un occhio verso la Premier League non è mai mancato, ed in particolare ha avuto un’attenzione speciale per il Chelsea di Antonio Conte: “Il Chelsea per me non è un sorpresa, e neanche lui: come manager ha sempre avuto successo, e succede anche perché è stato un ottimo calciatore. Come Mancini e Mihajlovic“.  Ma è ancora troppo difficile fare un pronostico per la vittoria finale in Premier League: “Fare previsioni sulla Premier è troppo difficile, accadono spesso cose imprevedibili e io lo so bene: ne ho vinta una in modo pazzo e una ne ho persa in modo imprevisto”. Discorso differente per quanto riguarda la Serie A, Joe Hart ha una sua favorita: “In Italia dico Juve“. 

Le differenze fra il calcio inglese e quello italiano ci sono, ma Joe ha imparato ad apprezzare la passionalità dei tifosi italiani e l’amore per il gioco che si respira in ogni piazza dello Stivale: “E’ comprensibile che il mondo guardi più il calcio inglese, perché complessivamente la Premier è più “visibile”, c’è molta più offerta. Ma giocando da voi ho scoperto come gli italiani vivano con orgoglio e passione il fatto di tifare per le proprie squadre“.

di Riccardo Meloni