Ode a Mauro Icardi: quando il goal è ragione di vita

Ode a Mauro Icardi: quando il goal è ragione di vita

Mauro Icardi non è solo il centravanti dell’Inter. Mauro Icardi è l’Inter. 24 anni, fascia da capitano al braccio e personalità da vendere. Ecco come Mauro sta guidando la risalita dei neroazzuri.

Mauro Icardi è uno dei pochi esponenti moderni di quella categoria che fino a 10 anni fa vedeva numerosi soggetti sgomitare al suo interno alla ricerca della notorietà: quella dei centravanti. Il centravanti è sempre più una razza in via d’estinzione e gente come Icardi, Suarez e Higuain sta cercando di lavorare per mutarne le caratteristiche e permetterne la sopravvivenza in un calcio che richiede sempre più partecipazione ed abilità tecnica.

Home sweet Home

Come ogni centravanti che si rispetti  Icardi fa dell’area di rigore la sua casa. L’opportunista in società non è ben visto in quanto nella stragrande maggioranza dei casi viene identificato in colui che, nella vita privata o pubblica, scende a compromessi avendo quale primario ed unico obiettivo il proprio tornaconto. L’opportunista però è anche chi una volta riconosciutele è in grado di sfruttare nel miglior modo possibile le occasioni che gli capitano a tiro ed in questo, Icardi è maestro.

Candreva perde l’attimo per servire l’argentino al limite dell’area e preferisce appoggiarsi sul terzino in sovrapposizione. Icardi, conscio dell’impossibilità di ricevere palla al limite, si fionda in area di rigore e approfittando della luce creatasi tra i due centrali dell’Empoli scarta il cioccolatino offerto da Candreva e insacca la palla in rete. Il goal di Icardi non è frutto del caso. Delle 15 marcature in campionato ben 14 (una su rigore) sono state frutto di un tiro da dentro l’area di rigore e, più nello specifico, 4 sono state segnate all’interno dei 5,50 metri che delimitano l’area piccola.

La metamorfosi

Spesso etichettato come “quello che fa solo goal” (critica che mai stata chiara), quest’anno con ancora un intero girone di ritorno da giocare, Mauro ha già aggiornato la voce assist per ben 7 volte superando quello che era il suo record personale di 6 fissato nella sua seconda stagione in maglia neroazzura. Lo sfarzo mostrato senza filtri sui social, le burrascose vicende private ed in ultimo l’autobiografia, hanno contribuito alla rappresentazione del personaggio Icardi come quello che pensa esclusivamente a se stesso, come l’opportunista di turno. Il passaggio da opportunista ad altruista, o meglio, da opportunista nel senso negativo del termine ad attaccante che pensa anche ai compagni lo si può cogliere nel favoloso assist che Maurito ha regalato a Perisc in occasione della vittoria dell’Inter per 2-1 contro la Juventus.

Innanzitutto da sottolineare la cattiveria. Candreva, quasi come se Icardi fosse circondato da un’aura potentissima (cit.), finisce fuori dal campo per evitare la collisione con il numero 9. Se Vieri avesse pensato alla difficoltà di far rotolare la palla in porta dalla linea di fondo avremmo perso un tassello importante nella nascita del mito di Bobone. Icardi, però, non sembra intenzionato ad allungare la lista delle magie dalla linea di fondo e, dopo esser stato costretto ad allargarsi dalla tempestiva uscita di Buffon, entra in una dimensione parallela. Primo tocco per avere il tempo di orientare il corpo verso la porta, secondo tocco per aggiustare il pallone ed infine tocco delicato con l’esterno per servire l’ accorrente Perisic. Icardi i cioccolatini non è solo in grado di scartarli, ma anche di offrirli.

Il paradosso

Bauza, allenatore dell’Argentina, incalzato dai cronisti che chiedevano informazioni sulle mancate convocazioni di Icardi, ha sottolineato chese un giocatore viene qua in Nazionale ed ha un problema, oppure si rivela una minaccia per la squadra, non ho bisogno che nessuno mi dica nulla. Lo andrò ad escludere dalla squadra, perché questa è la priorità. Leggendo tra le linee di queste dichiarazioni si nota come “l’affair Wanda Nara” sia ancora una ferita aperta all’interno della squadra Argentina.  Tolto l’intoccabile Messi di volta in volta si leggono nella lista dei convocati del CT nomi quali Alario, Correa ma sopratutto Lucas Pratto. “El Camello”, che vanta anche un non esaltante passaggio italiano in quel di Genova sponda rossoblù, ricopre il ruolo dello schiaffo morale. Se i numeri contano ancora qualcosa, specialmente per un selezionatore che non ha la possibilità di osservare quotidianamente i calciatori, basti sottolineare che in stagione Pratto viaggia alla invidiabile media di 0.29 goal ogni novanta minuti in confronto a quella che è la media di quasi un goal a partita tenuta da Icardi. Se la mancata esclusione di Maurito non può trovare il suo fondamento nei numeri e nelle ragioni tecnico-tattiche, la spiegazione va quindi ricercata altrove. Alla luce della non felicissima situazione dell’Argentina (la qualificazione ai mondiali va ancora sudata) vale davvero la pena sacrificare Icardi in ragione di un’amicizia Messi-M. Lopez o in dipendenza “delle condizioni Lucas Pratto”A Bauza l’ardua sentenza.

Il manuale del centravanti

A conclusione di quest’ode a Mauro Icardi non è possibile sorvolare sull’ultimo goal segnato dal centravanti argentino: il goal contro il Chievo è per tutti. Esteti, tattici, critici e fan. In primis concentriamo l’attenzione sul braccio di Icardi. Dainelli, dotato di una “apertura alare” non indifferente e da buon mestierante, tenta di utilizzare il braccio per ostacolare l’avanzata di Icardi. Mauro, come lo squalo che sente l’odore del sangue, non ha intenzione di lasciarsi fermare. Scatto bruciante a tagliare l’area di rigore e colpo di karate per girare il pallone alle spalle del portiere.

Dainelli non ha la minima possibilità di reagire. È come il pugile barcollante che, seppur consapevole di essere giunto al capolinea, non si arrende all’evidenza dei fatti e continua a rassicurare l’arbitro sulle sue condizioni di salute.

Mauro Icardi è un patrimonio del calcio italiano e gli 0,8 goal segnati ogni 90 minuti sottolineano la necessità di salvaguardarlo. Nella tua battaglia rivolta alla tutela del centravanti, caro Mauro, non sei solo. Ode a te Icardi, fiero e degno combattente della categoria dei centravanti.

Di Gianmauro Calabrese